cioccolatamara - il sapore di me

Cioccolata amara… Adoro quel sapore, non smette mai di sorprendermi: dapprima la sensazione pungente dell’amaro … e poi, dopo un istante, quando il calore della bocca inizia a scioglierla, ecco il piacere del dolce che si diffonde e che ti appaga… Forse è un sapore che mi assomiglia, definito, morbido, voluttuoso, forte – a volte troppo – non adatto a caratteri fragili. Richiede personalità il cioccolato quasi puro, a volte è ruvido con quel sapore grezzo. Certo non raffinato, al primo impatto, ma emozionante… Mi piacciono i contrasti, non solo nel cibo. Le sfumature creano armonia, è vero, i contrasti però suscitano emozioni forti, a volte sconvolgono.

venerdì, novembre 28, 2008

 

 

Foto: cristiananonsaprei



Avevo forse 13, 14 anni. Ero su una barca al largo di Marina di Massa. Stavo in piedi a prua quando improvvisamente sono scivolata. E’ successo tutto talmente in fretta che mi sono ritrovata in acqua senza che la mia mente riuscisse a registrare l’accaduto. Era strana la sensazione che provavo, perché corpo e mente erano come scollegati e a me sembrava di osservarmi dall’esterno. C’è voluto un po’ perché riuscissi a sintonizzarmi con me stessa e reagire utilizzando anche la ragione.
 
In questi giorni mi sento come allora, quando ero appena caduta in acqua. Funziono attraverso riflessi istintivi, ma la mia mente non riesce a capire, a dare un senso, a situarsi. Mi muovo spinta dallo spirito di sopravvivenza, e riemergerò. E, come allora, tornerò a galla ricca di una nuova esperienza. Pronta a crescere, ancora.
Viva.
 
 
 

posted by cioccolatamara 07:34 | commenti (7)

martedì, novembre 25, 2008

A  Maria Grazia, con profonda tristezza, ancora una volta...

Al signor Mariano e a tutta la famiglia di Mario

Aspettami ed io tornerò

Aspettami ed io tornerò,
ma aspettami con tutte le tue forze.
Aspettami quando le gialle piogge
ti ispirano tristezza,
aspettami quando infuria la tormenta,
aspettami quando c’è caldo,
quando più non si aspettano gli altri,
obliando tutto ciò che accadde ieri.
Aspettami quando da luoghi lontani
non giungeranno mie lettere,
aspettami quando ne avranno abbastanza
tutti quelli che aspettano con te.

Aspettami ed io tornerò,
non augurare del bene
a tutti coloro che sanno a memoria
che è tempo di dimenticare.
Credano pure mio figlio e mia madre
che io non sono più,
gli amici si stanchino di aspettare
e, stretti intorno al fuoco,
bevano vino amaro
in memoria dell’anima mia...
Aspettami. E non t’affrettare
a bere insieme con loro.

Aspettami ed io tornerò
ad onta di tutte le morti.
E colui che ormai non mi aspettava,
dica che ho avuto fortuna.
Chi non aspettò non può capire
come tu mi abbia salvato
in mezzo al fuoco
con la tua attesa.
Solo noi due conosceremo
come io sia sopravvissuto:
tu hai saputo aspettare semplicemente
come nessun altro.


Konstantin M. Simonov



posted by cioccolatamara 19:36 | commenti (2)

venerdì, novembre 21, 2008

C’è un vento gelido oggi che sta ripulendo ben benino tutti i rami dalle ultime foglie che erano rimaste lì a ricordarci i colori dell’autunno. All’orizzonte le montagne sono avvolte in dense nuvole grigie che confermano le previsioni di imminenti nevicate. Ieri si è svolto l’angosciante rituale del cambio gomme con un’attesa assurda. Ogni anno mi riprometto di farlo in ottobre per non trovarmi bloccata per ore nella saletta d’attesa del gommista. E come per i regali di Natale, ogni anno ripeto diabolicamente l’errore degli anni precedenti. Intanto le mie giornate dense come quelle nuvole si susseguono e io le vivo con un senso di smarrimento e di vuoto che mi impedisce di essere nelle azioni che compio, nei pensieri che affollano la mia mente, nelle frasi che formulo. Mi sento scollegata, sospesa da terra ma di sicuro non al settimo cielo (nemmeno al primo a dir la verità). Forse anche la mia mente è stata spazzata da quel vento gelido che si è portato via le ultime speranze, come le foglie secche che oggi volavano alte tra le nuvole.

posted by cioccolatamara 17:51 | commenti (3)

mercoledì, novembre 19, 2008

come dice una mia amica:

se il marito picchia la moglie, commette un reato

se un adulto picchia un altro adulto, commette un reato

se un genitore picchia il figlio, lo educa...

 

posted by cioccolatamara 12:25 | commenti (2)

venerdì, novembre 14, 2008

Non è mia intenzione fare un discorso femminista e antimaschilista. E questi miei pensieri sono frutto delle mie esperienze personali e di ciò che osservo tra molte mie amiche e conoscenti. Sempre più spesso vedo uomini che non sono in grado di gestire e sopportare donne indipendenti, autonome, sicure, forti e decise, e a volte anche critiche. Molti uomini queste donne le definiscono "scassa maroni"...
Quello che questo tipo di uomini vogliono sono delle donne geishe, servizievoli e “mansuete”, che li accontentino in tutto, senza mai metterli in discussione, che scusino sempre ogni loro comportamento scorretto, che li facciano sentire importanti e indispensabili sempre e in ogni caso. Poco importa se queste donne dentro di sè pensano di aver a che fare con dei perfetti imbecilli, l'importante è che non glielo facciano capire. Come diceva una vecchia canzone: “… dammi il tuo amore, non chiedermi niente, dimmi che hai bisogno di me..”. Penso che queste parole sintetizzino bene il concetto…
La altre, quelle che cercano di essere coerenti, sincere e leali, non sono mostri aggressivi che odiano gli uomini. Non sono donne frustrate e in perenne astinenza sessuale, come amano definirle certi uomini. Sono donne che sanno essere comprensive e sensibili, dolci e sensuali nei momenti giusti. Sono donne che vorrebbero rapportarsi agli uomini con cui hanno a che fare con un senso di parità quale espressione di rispetto e stima. Donne capaci di mettersi loro stesse per prime in discussione, di fare autocritica e guardarsi dentro, ma che si aspettano lo stesso dagli uomini. E finiscono per essere spesso fraintese. Perché ci sono uomini che vogliono essere trattati con accondiscendenza. Vogliono donne che chiudano un occhio e anche tutti e due perché loro non sopportano le critiche. Non sopportano accanto donne che sostengano le proprie idee e posizioni. Donne che si aspettano dagli uomini che siano altrettanto capaci di sostenere le proprie opinioni, pronti a discutere, a confrontarsi. Senza volersi per questo annullare l’un l’altra o mettersi in competizione. Semplicemente per avere uno scambio tra adulti. Soprattutto all’interno della coppia, ma anche sul lavoro, ciò che ci si aspetta è averli ACCANTO gli uomini, non davanti o dietro di sé.
Queste donne non sono meno capaci di amare, non sono meno empatiche, dolci e amorevoli, accomodanti quando necessario. Sono intelligenti, credibili, indipendenti e aperte.
Inutile, immagino, a questo punto dire a quale gruppo mi sento di appartenere. Il prezzo che pago per esserlo è sentirmi sola, giudicata e ostacolata da certi uomini. Mi consola però (o forse mi rattrista ancor di più) vedere che anche le donne che appartengono alla categoria di quelle che io chiamo le geishe non lo sono meno, e non godono di maggiore stima da parte di quel genere di uomini. Ma almeno io posso dire di essere fedele a me stessa e quella che rimane intatta è se non altro la stima di me stessa.
E allora perché scrivere un post, vi starete chiedendo. Giusto. Perché mio malgrado mi ritrovo a doverci lavorare con quegli uomini, perché mio malgrado mi capita anche di innamorarmi di uomini così, perché vedo donne in gamba invecchiare da sole, perché di uomini alla ricerca di una mamma invece che di una compagna è pieno il mondo e trovare un COMPAGNO per la vita o nel lavoro è un’impresa quasi impossibile. E un vero peccato.
 
 
P.S. 08.28: All'orizzonte, stamani, era appeso un quadro di Segantini.
 

posted by cioccolatamara 07:09 | commenti (8)

domenica, novembre 09, 2008

Wuffli rinuncia a un premio previsto di 12 milioni di franchi.... poverino! chissà se ce la farà adesso ad arrivare alla fine del mese, anche perché, alla sfortuna non c'è proprio fine, ha perso anche 50 milioni delle sue azioni... Bisognerà fare una colletta...

Lo metterò in contatto con quella ragazza che è venuta da me in ufficio a chiedere un aiuto per pagare l'affitto, dato che la collocatrice dell'ufficio disoccupazione le ha tolto due mesi d'indennità perchè si è presentata al colloquio con il figlioletto di tre anni, che non sapeva a chi lasciare... Magari gli può dare qualche dritta al povero Wuffli su dove chiedere un sostegno per far fronte alle sue spese.

posted by cioccolatamara 17:01 | commenti (7)

venerdì, novembre 07, 2008

Le piante del lago
ti hanno vista un mattino
I sassi le capre il sudore
sono fuori dei giorni
come l'acqua del lago
Il dolore e il tumulto dei giorni
non scalfiscono il lago
Passeranno i mattini
passeranno le angosce
altri sassi altro sudore
ti morderanno il sangue
- non sarà così sempre
Ritroverai qualcosa
Ritornerà il mattino
che, di là dal tumulto,
sarai sola sul lago.

Cesare Pavese, 1946

 

 

posted by cioccolatamara 07:37 | commenti (3)