cioccolatamara - il sapore di me
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domenica, aprile 27, 2008
Settimana scorsa c'è stata la seconda incursione del capriolo goloso. Nella parte inferiore del giardino. E qui i danni sono stati davvero ingenti. Come al solito s'è spazzolato tutti i tulipani pronti a sbocciare, ma ha divorato anche una rosa, le foglioline appena spuntate del melo, comprese le punte più morbide dei giovani rami, una clematide, tutte le foglioline fresche del sambuco, le piante di lupini, ecc. ecc. Spero gli sia venuto un bel mal di pancia...
E proprio pensando a cosa fare per proteggere gli alberi da frutta che dovrebbero crescere nella parte in pendenza del giardino, avevo previsto di piantare una siepe di biancospino. E stasera, girando alla ricerca di immagini e ispirazioni per il mio giardino, mi sono imbattuta in questo sito:
Guardiano dei nostri spazi sacri,
Del matrimonio e della preghiera,
Guardiano dei nostri spazi buoni,
Degli orti, dei giardini e dei campi,
Soglia del mondo che c'è oltre
Sei uno stagno che riflette le stelle.
Benedici le fonti, genera armonia,
Aiuta gli uomini e le donne a danzare il ballo dell'esistenza.
MYRDDN mezzo elfo

Il biancospino fatato è sacro e inviolabile poiché segna i territori delle fate,
soprattutto quando un cespuglio solitario cresce spontaneamente in un campo aperto.
Abbattere un biancospino porta calamità e disgrazie poiché significa disonorare
o non rispettare i territori delle fate che vivono vicino a noi.
Onorando il sacro biancospino, gli abitanti del Mondo di Mezzo acquisiscono
la capacità di curare e proteggere la santità di ogni aspetto
della vita e, in questo modo, divengono più saggi.
La mia idea di piantare una siepe di biancospino mi pare ora ancora più appropriata!
Io non conosco per niente tutto ciò che riguarda le cosiddette Terre di Mezzo, ma mi affascina la magia che le caratterizza perché fa appello al mio "bambino interiore", al mondo dell'infanzia. Mi fa pensare con nostalgia alla felicità e alla spensieratezza dei primi anni di vita di ognuno di noi. Quando il mondo, di solito, è ancora "intatto". All'età in cui tutto è avvolto da magia, ogni oggetto e ogni cosa ha un'anima e una vita propria. E la fantasia serve anche a darsi spiegazioni che nella realtà non si riescono a trovare. Le persone fortunate (o intelligenti??) crescendo riescono a sostituire la magia e la fantasia dell'infanzia con una forma di spiritualità.
Ciò che ancora mi affascina di questo mondo è il legame forte e stretto con la Natura e in questo aspetto riesco ad identificarmi. È infatti nella Natura che io vivo la mia spiritualità.
martedì, aprile 22, 2008
Mi piace l'idea che ho trovato da Stella di sale e partecipo volentieri facendovi vedere la "vista" dalla finestra della mia cucina.

Vedo il grande abete dei miei vicini, che è stupendo e maestoso, ma che purtroppo toglie luce e sole alla già molto piccola finesta. E questo ad ogni stagione, essendo sempre verde... Ma a onor del vero, devo anche ammettere che quando d'inverno è pieno di neve, è davvero spettacolare...

giovedì, aprile 17, 2008
Maria Grazia mi chiede come va il giardino.
Cosa dire, se non che il giardino continua a essere l'aula metaforica della mia scuola di vita. Il filo conduttore resta la pazienza. Altro tema importante è il limite del mio potere. E questo significa imparare a dare il meglio di me, osservare, attendere, confidare nella Natura e... lasciarla fare. Anche quando la Natura si materializza nella figura di un ghiotto capriolo che si è pappato tutti i miei tulipani pronti per sbocciare, che ha sbocconcellato le prime foglie tenere di un costoso hemerocallis (che avevo dovuto ordinare da un vivaista nella Svizzera tedesca!!) e giusto come assaggio, ha staccato le corolle di alcuni narcisi. Ah, dimeticavo, come contorno ha scelto le carnose foglie delle giovani bergenie.
Lunedì poi, temperatura polare e buffera di neve in grado di bloccare la crescita a qualsiasi forma di vita. E se guardo la mia rosa ad alberello mi sento male: completamente divorata da bruchi fantasma che proprio non riesco a individuare. Ho provato a spruzzare un apposito prodotto, ma niente. Penso abbiano sviluppato una certa immunità... A tutto ciò vanno aggiunti la mia inesperienza e i miei errori. Il risultato: un pseudo giardino molto sperimentale e approssimativo.
Ma non perdo la speranza. Anche se so che la prossima "piaga" arriverà sotto forma di grassi lumaconi viscidi e schifilenti, che divoreranno molte delle giovani piantine, che anche la grandine è sempre in agguato, che il bisogno di marcare il territorio dei miei gattoni avrà conseguenze nefaste, alla fine il verde trionferà grazie al caldo e al sole; e io imparerò dai miei errori, dagli esempi di giardinieri esperti, dai consigli di amiche blogger.
(Rileggo quanto scritto e mi sembra di vedere qualche analogia con l'Italia post elezioni. Prima o poi tutte le piaghe hanno una fine...)