cioccolatamara - il sapore di me

Cioccolata amara… Adoro quel sapore, non smette mai di sorprendermi: dapprima la sensazione pungente dell’amaro … e poi, dopo un istante, quando il calore della bocca inizia a scioglierla, ecco il piacere del dolce che si diffonde e che ti appaga… Forse è un sapore che mi assomiglia, definito, morbido, voluttuoso, forte – a volte troppo – non adatto a caratteri fragili. Richiede personalità il cioccolato quasi puro, a volte è ruvido con quel sapore grezzo. Certo non raffinato, al primo impatto, ma emozionante… Mi piacciono i contrasti, non solo nel cibo. Le sfumature creano armonia, è vero, i contrasti però suscitano emozioni forti, a volte sconvolgono.

sabato, aprile 29, 2006

 

 

 

 

Acquario
Feeling: c'é un Ariete allegro e impaziente di incontrarvi.

... non mi pare proprio il caso. Gli arieti non fanno per me!!

 

posted by cioccolatamara 18:43 | commenti (9)

giovedì, aprile 27, 2006


 






Se così fosse, dicevo ieri a mg, potremmo stare con chiunque. E intendevo dire che se il nostro stato d’animo dipendesse unicamente da noi stesse, sarebbe indifferente con chi condividiamo la nostra vita. Infatti! Fu la risposta di mg.

 

Di principio credo anch’io a questa teoria. Ma appunto solo di principio e solo come formula teorica. Perché essere in grado di fare propri questo principio e questa “filosofia”, significa muoversi in una dimensione che rasenta già la divinità. Lo”zen” più assoluto, il nirvana.

 

Può essere utile in un certo momento della nostra vita, andare a cercare dentro noi stesse le cause del nostro malessere, della nostra insoddisfazione. E se è vero che l’altro ci maltratta e ci fa stare male, chiedersi perché accettiamo questi maltrattamenti, perché accettiamo certe situazioni complicate e distruttive. 

 

Mg replicava allora che era importante risolvere questi nodi, altrimenti è inutile modificare la propria vita “esteriore”. Prima o poi ti ritrovi confrontata con le medesime dinamiche.

 

D’accordo. Ma dato che la vita non è infinita, perché non cambiare subito ciò che è possibile cambiare, e liberarsi da certe situazioni di sofferenza, in attesa che si sia raggiunto quello stato di grazia che permette di estraniarsi da ogni emozione e stare bene solo grazie a se stesse?




posted by cioccolatamara 17:59 | commenti (6)

domenica, aprile 23, 2006



 

Il cielo è sereno e concede una vista incredibile. Nonostante l’altezza, sorvolare l’Italia è emozionante. La si vede in tutta la sua bellezza e la ricchezza di questa geografia tanto generosa. Montagne, alpi, laghi, spiagge e mare. Avvicinandoci alla Calabria inizia la discesa e il pilota vira sopra la spiaggia di Catanzaro per avvicinarsi, bassissimo, all’aeroporto di Lamezia Terme.

 

Non sono mai stata nel Meridione. Mi stupisce la vastità delle colline e di tutta quella campagna solo in parte coltivata. Mi affascinano i filari di olivi, la bellezza degli alberi ancora carichi di limoni e arance. Appena mi è possibile, subisso le persone di domande che forse trovano strane.

 

La terra è poco coltivata, non ci sono aziende o industrie, non c’è lavoro, non ci sono molte speranze e dalle parole dei giovani traspaiono rassegnazione e impotenza.

 

Un’Italia bella ma paralizzata da un male incurabile.

 

In questa realtà e in questa cultura, entrambe in un certo senso anche mie, dato che sono italiana, ma allo stesso tempo così lontane da me e non soltanto perché sono cresciuta nella Svizzera tedesca, ho conosciuto la famiglia del mio compagno, il paese in cui è nato e cresciuto e da dove è dovuto partire per poter lavorare. Come mio padre, quando lui però non era ancora nato.

 

Ho ascoltato infinite volte mio padre raccontare la sua vita fatta di miseria e di fame, di bande di ragazzini che per sfamarsi rubavano la frutta dalle piante dei vicini. Racconti di un tempo così lontano, a cavallo della guerra. Ha dell’incredibile sentire il mio compagno raccontare la sua vita così simile a quella di mio padre, considerando anche che è più giovane di me. La povertà e il disagio sono ancora molto vicini a noi, nei luoghi e nel tempo.

 

È stato un viaggio emozionante sotto molti aspetti. Non tutti positivi. La mia educazione svizzera mi portava a reagire con fastidio quando vedevo la gente buttare carta e rifiuti vari dai finestrini delle auto, quando vedevo le spiagge delle città insozzate da cumuli di spazzatura, o ogni volta che mi rendevo conto che il senso di ordine e pulizia di quella gente si arresta fuori dalla porta della loro casa. Oltre è terra di nessuno, senza amore per quella che invece è anche la loro terra e per la quale mi pare sviluppino un orgoglio e un affetto soltanto quando ne sono lontani e ne sono privati. L’individualismo è la piaga dell’Italia tutta, non soltanto del Meridione.

 

Ma in quella terra mi sono sentita anche a casa, accolta con calore e generosità da tutta la sua famiglia. Il mare, il sole, i colori e la spensieratezza di alcuni giorni di vacanza hanno aperto un varco nella mia mente, lasciando filtrare accenni di progetti che fino a qualche settimana fa mi sembravano impossibili.






posted by cioccolatamara 17:20 | commenti (7)

giovedì, aprile 20, 2006

  

 

  

... ti vasu con amuri ...




 

posted by cioccolatamara 07:55 | commenti (6)

mercoledì, aprile 12, 2006

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

meglio ...

a presto!

 

 

posted by cioccolatamara 21:43 | commenti (19)

martedì, aprile 11, 2006

Ma come possono così tanti italiani aver votato per Berlusconi al termine di una simile campagna, dopo averlo sentito parlare e visto comportarsi come un pazzo esaltato?!

Sono stupita e incredula.

 

p.s. 07.56: No, mi correggo.

 

Non sono stupita e incredula. Sono incazzata.

E a dire il vero, me l'aspettavo. Speravo diversamente. Ma me l'aspettavo.



posted by cioccolatamara 07:05 | commenti (13)

domenica, aprile 09, 2006

 



C’è stato finalmente. Il temuto e ricercato incontro. Il confronto con l’altra. Con l’altro. La conferma che le nostre vite hanno preso strade diverse.  

È molto bella, più bella di quanto traspariva dalle sue descrizioni. Ma questo l’avevo intuito.

 

 
Mi sorprende un  po’ il mio stato d’animo. Mi sento come anestetizzata. Quasi priva di emozioni. Lo vedo che la tocca, la accarezza, le stringe la vita. E resto indifferente.


Lui è stato mio marito per quasi 25 anni. Siamo stati insieme da quando avevo sedici anni fino a quarantatre. Un vita. Tre figlie, tre pancioni, tre parti. Infinite notti insonni, malattie e influenze. Una casa, un cane. Tanti traslochi, tante fotografie, migliaia di baci, e tutte volte che abbiamo fatto l’amore, e che abbiamo litigato.

 

 Sono bastati tre anni per staccarci dalle nostre anime. Per restituirle al legittimo proprietario.

  

È lei la donna che ha sempre cercato. Anche in me. Soprattutto in me. Ma io non ero così. Non sono così. Non sono alta un metro e ottanta. Non peso cinquantacinque chili. Non sono elegante. Non sono come sua madre ha sempre immaginato dovesse essere la sua donna.

 

 Lui è felice. È così che l’ho sempre immaginato, quando accanto a lui mi sentivo inadeguata. Brutta, grassa e cattiva. Così mi sono sentita per tutti quegli anni. Ora sono felice anch’io.

 

 È un tutto un gioco di incastri. Quando trovi quello giusto, l’immagine si completa in modo armonioso.

 

 

Ora sono in pace. La osservo e penso che qualche anno fa il confronto con una donna così mi avrebbe distrutta. Oggi la guardo e penso che è bella, ma la donna che vedo nello specchio mi piace di più.

 

 

 

 

 

posted by cioccolatamara 07:48 | commenti (17)

giovedì, aprile 06, 2006

... "Si conceda la possibilità di essere ingenua...!"

 

posted by cioccolatamara 17:49 | commenti (13)

lunedì, aprile 03, 2006

Sembra una cretinata, ma riuscire a definire concretamente i miei bisogni mi risulta difficile in questo momento. Non in tutti gli ambiti, ma stranamente proprio in quelli fondamentali. Cosa voglio veramente? Quali sono le priorità per il mio benessere?

Forse è l'eccesso di possibilità che mi confonde. Forse non riesco ad essere del tutto sincera con me stessa. Forse mi lascio condizionare. Forse resto troppo in superficie.

Anche la strategia di aspettare e lasciare andare le cose come vanno non mi pare sia stata vincente. Il mio corpo ha iniziato a dare segni d'insofferenza e allora mi sembra giunto il momento di prendere delle decisioni. La fase "vivo alla giornata" volge al termine. Recuperata a tempo di record un'adolescenza poco vissuta, sto rientrando nei miei panni di donna di mezz'età (oddio che espressione orrenda!) e mi sembra di avere di nuovo bisogno di sogni e progetti.

 

posted by cioccolatamara 21:58 | commenti (9)