cioccolatamara - il sapore di me
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martedì, febbraio 28, 2006

Foto: Luciano Testi
La vita è ciclica si dice. Ed è già da qualche mese che ne ho le conferme. È ciclica in tanti sensi. Anche per le gioie e i dolori. La felicità e la sofferenza. Ma è anche vero che non ci sono mai soltanto gli opposti. Ci sono le sfumature. Ci sono piccoli momenti di luce anche quando è il buio la nota di fondo. Purtroppo la luce in queste settimane mi appare come brevi lampi luminosi subito assorbiti dal costante velo di nebbia che avvolge le mie giornate.
È vero che il male e il dolore non si chiudono fuori dalla porta. Non riesco a illudermi tanto. Ma a volte ho bisogno di chiudermi nei miei pensieri. Di rigenerarmi attraverso il contatto con me stessa per ritrovare i miei valori, per ritornare al centro della mia struttura portante e ritrovare il contatto con la mia spiritualità. Soltanto così posso avere la forza, ma soprattutto l’umiltà, per accettare ciò che nessuno può cambiare e cercare il senso della mia presenza in una situazione che richiede solo di essere vissuta.
Non è facile quando dentro di me sento una voce di ribellione che assorbe quasi tutte le mie energie, perché so che la rabbia non serve a niente. La lotta diventa ancora più difficile quando questa voce interiore trova voci esterne che la sostengono. Calmare tutte queste voci è difficile. È difficile consolare mia madre che piange. È uno strazio ascoltare il pianto di mio padre attraverso il telefono. Un pianto quasi incapace perché poco praticato, interrotto dalle sue scuse che mi fanno male più che lo sfogo stesso.
È difficile riuscire a non perdere di vista i lampi di luce, a non soccombere ai pensieri negativi, a mantenere l’equilibrio tra infantile ottimismo e arrendevole pessimismo.
In questi giorni mi è d’aiuto una lettura che ho affrontato più con interesse “tecnico” che non personale, e invece trovo in essa un certo sostegno, una voce di conferma, una voce che mi aiuta a ritornare verso me stessa quando la nebbia si fa troppo fitta. È ancora una volta un libro di Marina Valcarenghi: L’insicurezza.
domenica, febbraio 26, 2006
Ritrovo la pace delle sere solitarie
La casa silenziosa si colma
Delle mie emozioni forti, dure
Pesanti come nuvole cariche di piombo
Ma tanto tempo fa ho imparato
A chiudere le porte e le finestre
A non vedere e non sentire
Come balsamo la mia cecità
Ricopre ferite purulenti
Ma il male scava crateri letali
p.s. 26.2.06, ore 21.25: scoperto quasi per caso, vale la pena leggere
giovedì, febbraio 23, 2006
Amo in te
-Nazim Hikmet
Amo in te
l'avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l'impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.
amo in te l'impossibile
ma non la disperazione.
mercoledì, febbraio 15, 2006

martedì, febbraio 14, 2006
Il post di Mir mi ha fatto riflettere molto. E capire quanto sia ancora lungo il mio cammino e quanto, nonostante tutto il mio impegno, io ricaschi costantemente nei soliti tranelli dell'abitudine, della mia insicurezza, delle mie difese...
E continuo a riflettere, ad impegnarmi perché, anche se gli ostacoli sono molti, l'obiettivo mi è chiaro
sabato, febbraio 11, 2006

Solo te
Il cielo si porta nel cinto di nuvole
La luna ricurva
Sotto la forma di falce
Io voglio riposarti in mano
Sempre devo fare come vuole la tempesta
Sono un mare senza riva
Ma poiché tu cerchi le mie conchiglie
Mi si illumina il cuore
Stregato
Giace sul mio fondo
Forse il mio cuore è il mondo
Batte -
E cerca ancora te -
Come ti devo invocare?
Else Lasker-Schüler
venerdì, febbraio 10, 2006
In Europa la prima causa di morte delle donne tra i 16 e i 44 anni sono le violenze da parte del partner. Non il cancro o gli incidenti...!
Scusa,ma questa statistica da dove arriva?
Questo il commento di un anonimo (peccato) al mio precedente post.
La statistica è stata pubblicata da Amnesty International e si basa su una ricerca effettuata dall'università di Harvard.
Ma anche l'OMS pubblica dati sconcertanti su questo argomento. Devo ammettere che anch'io, quando l'ho letta la prima volta, stentavo a crederci, eppure pare sia proprio così.
Mi auguro che sempre più uomini, ma anche donne!, riflettano su questi dati e, ognuno a modo suo, si impegni nella lotta contro la violenza. Di ogni tipo e di ogni genere.
martedì, febbraio 07, 2006

Ricordi di un tenue azzurro
Perle, nomi addormenti nella palude del silenzio
ricordi soppressi, ricordi di un tenue azzurro
nella memoria della melmosa onda del mare dell'amnesia
Dov'è la limpida corrente dei vostri pensieri?
La mano di quale mercenario depredò la dorata veste del vostro volto?
In questo tifone partoriente d'oppressione
dove è la timoniera luna, l'argentea barca della serenità?
Dopo questo purgatorio che partorisce morte
se il mare si calma
se la nuvola svuota il cuore dai rancori
se la figlia della luna si innamora, donerà sorrisi
se il cuore della montagna si intenerisce, nascerà verde erba
feconderà
Uno dei vostri nomi, in cima alle montagne diventerà sole?
L'alba dei vostri ricordi
ricordi di un tenue azzurro
per i pesci sfiniti dall'inondazione
impauriti dalla pioggia ed oppressione
diventerà la scoperta della speranza?
Voi, esiliati della montagna dell'oblio!
per saperne di più:
Nadia Anjuman è morta a 25 anni per le violenze subite dal marito. Nadia era afgana. Ma non dobbiamo cadere nella tentazione di pensare che da noi queste cose non succedano. In Europa la prima causa di morte delle donne tra i 16 e i 44 anni sono le violenze da parte del partner. Non il cancro o gli incidenti...!
venerdì, febbraio 03, 2006
