cioccolatamara - il sapore di me

Cioccolata amara… Adoro quel sapore, non smette mai di sorprendermi: dapprima la sensazione pungente dell’amaro … e poi, dopo un istante, quando il calore della bocca inizia a scioglierla, ecco il piacere del dolce che si diffonde e che ti appaga… Forse è un sapore che mi assomiglia, definito, morbido, voluttuoso, forte – a volte troppo – non adatto a caratteri fragili. Richiede personalità il cioccolato quasi puro, a volte è ruvido con quel sapore grezzo. Certo non raffinato, al primo impatto, ma emozionante… Mi piacciono i contrasti, non solo nel cibo. Le sfumature creano armonia, è vero, i contrasti però suscitano emozioni forti, a volte sconvolgono.

domenica, gennaio 29, 2006

Non so se dipende dal fatto che comincio a invecchiare, ma negli ultimi anni la situazione politica a livello internazionale mi ha preoccupata seriamente. E continua a preoccuparmi. Nel senso che ho come l'impressione che la qualità di vita tenda a peggiorare un po' dappertutto.

C'è però una leggera tendenza degli ultimi mesi, se non addirittura delle ultime settimane, che nutre nuovamente il mio ottimismo. È il fatto che in alcuni Paesi sono state elette donne alla testa dei rispettivi governi. E mi sembra che già si notino i primi cambiamenti. A cominciare da Angela Merkel che, se politicamente non "mi corrisponde", l'ho comunque apprezzata perché ha saputo dare un'impronta davvero femminile ai suoi interventi e alle sue prese di posizione. Mi è piaciuta perché mi sono riconosciuta, non tanto come appartenente a un pensiero politico, quanto proprio come donna. È come se con il suo agire, la Merkel avesse parlato una lingua per me riconoscibile e comprensibile, e che vorrei definire un linguaggio femminile ancestrale, un linguaggio che comunica anche (e soprattutto) attraverso le emozioni e non soltanto attraverso la ragione.

Sono ottimista e spero che sempre più vere donne riescano a conquistare posizioni strategiche nei vari governi. E per vere donne intendo quelle donne che sanno usare le risorse, le competenze e le capacità tipicamente femminili, invece di adottare strategie e atteggiamenti maschili. Proprio perché in tutto il mondo è necessario un cambiamento di rotta, possibile forse (soltanto) attraverso il pensiero femminile.

Purtroppo le donne che sono in governo nel mio cantone non sono proprio un esempio di quanto ho affermato sopra. Sono piuttosto l'esempio di come una donna che ha la fortuna di poter partecipare attivamente alla vita politica di un Paese non dovrebbe essere. Ma voglio essere ottimista anche per quel che concerne la nostra realtà e sperare che anche qui le cose cambino.

Ora ho ancora un desiderio: veder riapparire Ingrid Betancourt!

posted by cioccolatamara 18:26 | commenti (14)

venerdì, gennaio 27, 2006



È nevicato tantissimo. Tutta la notte. Ora la città è ricoperta da almeno trenta centimetri di neve e continua a nevicare.


Mi piace questa atmosfera un po’ magica. Sono privilegiata perché abito a 500 metri dal mio ufficio. Non devo usare la macchina.


Alle otto del mattino i marciapiedi sono stranamente affollati e le strade quasi deserte. La gente parla sottovoce o le auto circolano silenziose sulla neve che attutisce ogni rumore.


È questo il dono che la neve porta con sé: il silenzio.
 
 
 

posted by cioccolatamara 08:58 | commenti (7)

domenica, gennaio 22, 2006

 

Sono nata nel segno dell'acquario e siccome sono poco modesta, lasciatemi dire che è un segno bellissimo! Il tema principale per i nati dell'acquario credo sia la Libertà. Posso solo confermarlo. Per me è uno dei valori più importanti. Non a caso penso, è l'aria l'elemento di questo segno. L'aria, come il vento, il volo degli uccelli, il cielo, l'infinito per me rappresentano la libertà. Agire, vivere, scegliere e decidere in libertà. Non potrei farne a meno. Già piccolissimi tentativi di limitarmi in questo senso scatenano mie reazioni che a volte, lo ammetto, sono addirittura infantili.

Anche le mie scelte di vita rispecchiano questo mio bisogno. Certo, anch'io come tutti gli altri mi muovo all'interno di un quadro di libertà che per definizione ha dei limiti. Ma questo quadro ho cercato di estenderlo il più possibile. Solo così riesco a respirare. A respirare.... una minaccia alla mia libertà mi causa facilmente la sensazione di soffocamento, ho l'impressione che mi manchi l'aria. D'istinto allora apro le finestre o esco. I ricordi di una serenità profonda e di un senso di libertà quasi assoluto mi riportano sulla cima di una montagna spazzata dal vento da cui il mio sguardo si perdeva nell'infinito. 

E invece ci sono persone che vivono in quadri strettissimi, dove possono fare solo pochi passi e già sbattono da qualche parte, il loro respiro è corto e superficiale, e senza accorgersene, in certi casi, questi quadri diventano ogni giorno più piccoli perché loro, per paura di andare a sbatterci contro, si muovono sempre meno. Io allora vorrei andare lì ad aprire quei quadri, allargare gli spazi, far entrare l'aria, il canto degli uccelli, il profumo dei fiori, le gocce di pioggia e i raggi del sole. Ma queste persone sarebbero contente? Forse no. I miei bisogni non sempre sono  anche i bisogni degli altri. E allora ecco che anche il mio quadro si stringe per un attimo. E devo restare ferma, non dire e nonfare niente. Solo guardare e rispettare le scelte degli altri.... Ma che fatica, gente. Che fatica!

 

 

 

posted by cioccolatamara 21:40 | commenti (17)

venerdì, gennaio 20, 2006

Ho ricominciato la terapia. Non proprio da zero, e non posso nemmeno dire di essere ai piedi della montagna, ma è come se mi apprestassi ad affrontare la scalata seguendo un nuovo percorso. Comunque ricca delle esperienze precedenti.
 
L’affido mi causa problemi molto più grandi di quanto potessi immaginare o prevedere. Non avrei mai pensato di dovermi alzare alle due le tre o le quattro di notte, cercando di fargli capire che deve spegnere il computer dopo 12, 13 ore di utilizzo ininterrotto. Non pensavo nemmeno che ciò fosse possibile. E se si limitasse ad usarlo come io pensavo fosse normale fare, non direi nemmeno niente. Ma la maggior parte del tempo lo passa urlando insulti dentro a un microfono che, attraverso la rete, lo collega con altri pazzi scatenati come lui che trascorrono le giornate e gran parte della notte giocando a giochi demenziali in cui bisogna uccidere più gente possibile per avanzare in classifica. E questa è solo una parte dei problemi con i quali sono attualmente confrontata.
 
Ormai ho capito che la situazione supera in assoluto le mie capacità, le mie competenze, il mio limite di sopportazione. Ma è difficile dirgli che “l’esperimento” non ha funzionato. È difficile non vedere dietro a quel ragazzino sfacciato e spavaldo il bambino spaventato e terrorizzato all’idea di dover tornare in istituto. Il bambino sofferente nascosto dentro le sue mille corazze.
 
E oggi, durante la prima seduta dalla psicologa, ecco che subito emerge quella parola che spiega così bene il motivo del mio autosabotaggio: proiezione. Da quanto porto dentro di me una bambina tradita, abbandonata, delusa, arrabbiata, maltrattata. Dio, quanto lavoro ho ancora da fare!
 

posted by cioccolatamara 09:25 | commenti (8)

giovedì, gennaio 05, 2006






Nelle poche ore di tempo tra i vari pranzi da preparare e/o consumare, tra il riordinare la cucina e ricominciare ad usarla, tra il fare la spesa e occuparmi delle varie persone che circolavano per casa, ho fatto un po’ di ordine nei cassetti del mio vecchio scrittoio. Sono emerse cose interessanti, il foglio di congedo dal servizio militare di E., la cravatta tagliata che indossava il giorno del matrimonio, la lettera che mi ha scritto qualche giorno dopo avergli comunicato l’arrivo della nostra prima figlia, un mio diario, agosto-dicembre 1976, mi ero innamorata da poche settimane di colui che poi sarebbe stato mio marito per oltre 23 anni. Allora ne avevo 16, di anni.
 
Sono emersi molti oggetti e ricordi, sono trascorse le ore mentre, seduta per terra, osservavo, pensavo, leggevo, riflettevo, e non riuscivo a trattenere le lacrime leggendo quel diario in cui, con l’ingenuità e la sensibilità di una ragazzina di sedici anni, prevedevo e immaginavo la mia vita. Non so se è stata la mia determinazione, o il destino, o semplicemente quella intuizione tipicamente femminile di cui parla spesso Marina Valcarenghi e di cui forse disponiamo, anche se ancora in modo del tutto inconscio già da quando siamo piccole, ma dentro quelle pagine ho ritrovato la descrizione di quella che poi sarebbe stata davvero la mia vita.
 
I pensieri, i timori, le paure, le fantasie di allora si sono praticamente tutte realizzate. Facevano già parte della mia vita? Ho fatto io in modo che si verificassero anche quando si trattava di “presagi” negativi? E oggi a cosa vado incontro? Riesco ancora a prevedere, presagire, intuire?
 
Al contrario di quando ero giovane, ma ancora fino a pochi anni fa, non riesco più ad immaginare il futuro. Non molto perlomeno. I miei progetti sono a breve termine e gli obiettivi per i prossimi mesi o anni molto concreti e mirati. Chissà se è un bene o un male? Dipende dall’età? O dall’esperienza o, ancora, dalla mancanza di sogni e forse di prospettive? O forse perché mi sembra di aver perso quella che era la mia indole romantica?
 
Anche questo 2006 appena iniziato riesco a immaginarlo solo come un susseguirsi di giornate da vivere una dopo l’altra, non riesco ad averne una visione d’insieme con progetti da realizzare o traguardi da raggiungere. Mi sembra di aver già bisogno di fermarmi, studiare bene la mappa del percorso, fare il punto della situazione e ripartire… ma prima dovrò procurarmi gli strumenti… cartina, bussola, zaino, scarponi e bastoni… a dire il vero ho quasi tutto, devo solo recuperarlo…
 
 
 
 
 
 

posted by cioccolatamara 15:26 | commenti (21)