cioccolatamara - il sapore di me
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domenica, gennaio 29, 2006
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Non so se dipende dal fatto che comincio a invecchiare, ma negli ultimi anni la situazione politica a livello internazionale mi ha preoccupata seriamente. E continua a preoccuparmi. Nel senso che ho come l'impressione che la qualità di vita tenda a peggiorare un po' dappertutto.
C'è però una leggera tendenza degli ultimi mesi, se non addirittura delle ultime settimane, che nutre nuovamente il mio ottimismo. È il fatto che in alcuni Paesi sono state elette donne alla testa dei rispettivi governi. E mi sembra che già si notino i primi cambiamenti. A cominciare da Angela Merkel che, se politicamente non "mi corrisponde", l'ho comunque apprezzata perché ha saputo dare un'impronta davvero femminile ai suoi interventi e alle sue prese di posizione. Mi è piaciuta perché mi sono riconosciuta, non tanto come appartenente a un pensiero politico, quanto proprio come donna. È come se con il suo agire, la Merkel avesse parlato una lingua per me riconoscibile e comprensibile, e che vorrei definire un linguaggio femminile ancestrale, un linguaggio che comunica anche (e soprattutto) attraverso le emozioni e non soltanto attraverso la ragione.
Sono ottimista e spero che sempre più vere donne riescano a conquistare posizioni strategiche nei vari governi. E per vere donne intendo quelle donne che sanno usare le risorse, le competenze e le capacità tipicamente femminili, invece di adottare strategie e atteggiamenti maschili. Proprio perché in tutto il mondo è necessario un cambiamento di rotta, possibile forse (soltanto) attraverso il pensiero femminile.
Purtroppo le donne che sono in governo nel mio cantone non sono proprio un esempio di quanto ho affermato sopra. Sono piuttosto l'esempio di come una donna che ha la fortuna di poter partecipare attivamente alla vita politica di un Paese non dovrebbe essere. Ma voglio essere ottimista anche per quel che concerne la nostra realtà e sperare che anche qui le cose cambino.
Ora ho ancora un desiderio: veder riapparire Ingrid Betancourt!
venerdì, gennaio 27, 2006
È nevicato tantissimo. Tutta la notte. Ora la città è ricoperta da almeno trenta centimetri di neve e continua a nevicare.
domenica, gennaio 22, 2006

Sono nata nel segno dell'acquario e siccome sono poco modesta, lasciatemi dire che è un segno bellissimo! Il tema principale per i nati dell'acquario credo sia la Libertà. Posso solo confermarlo. Per me è uno dei valori più importanti. Non a caso penso, è l'aria l'elemento di questo segno. L'aria, come il vento, il volo degli uccelli, il cielo, l'infinito per me rappresentano la libertà. Agire, vivere, scegliere e decidere in libertà. Non potrei farne a meno. Già piccolissimi tentativi di limitarmi in questo senso scatenano mie reazioni che a volte, lo ammetto, sono addirittura infantili.
Anche le mie scelte di vita rispecchiano questo mio bisogno. Certo, anch'io come tutti gli altri mi muovo all'interno di un quadro di libertà che per definizione ha dei limiti. Ma questo quadro ho cercato di estenderlo il più possibile. Solo così riesco a respirare. A respirare.... una minaccia alla mia libertà mi causa facilmente la sensazione di soffocamento, ho l'impressione che mi manchi l'aria. D'istinto allora apro le finestre o esco. I ricordi di una serenità profonda e di un senso di libertà quasi assoluto mi riportano sulla cima di una montagna spazzata dal vento da cui il mio sguardo si perdeva nell'infinito.
E invece ci sono persone che vivono in quadri strettissimi, dove possono fare solo pochi passi e già sbattono da qualche parte, il loro respiro è corto e superficiale, e senza accorgersene, in certi casi, questi quadri diventano ogni giorno più piccoli perché loro, per paura di andare a sbatterci contro, si muovono sempre meno. Io allora vorrei andare lì ad aprire quei quadri, allargare gli spazi, far entrare l'aria, il canto degli uccelli, il profumo dei fiori, le gocce di pioggia e i raggi del sole. Ma queste persone sarebbero contente? Forse no. I miei bisogni non sempre sono anche i bisogni degli altri. E allora ecco che anche il mio quadro si stringe per un attimo. E devo restare ferma, non dire e nonfare niente. Solo guardare e rispettare le scelte degli altri.... Ma che fatica, gente. Che fatica!
venerdì, gennaio 20, 2006
giovedì, gennaio 05, 2006

Nelle poche ore di tempo tra i vari pranzi da preparare e/o consumare, tra il riordinare la cucina e ricominciare ad usarla, tra il fare la spesa e occuparmi delle varie persone che circolavano per casa, ho fatto un po’ di ordine nei cassetti del mio vecchio scrittoio. Sono emerse cose interessanti, il foglio di congedo dal servizio militare di E., la cravatta tagliata che indossava il giorno del matrimonio, la lettera che mi ha scritto qualche giorno dopo avergli comunicato l’arrivo della nostra prima figlia, un mio diario, agosto-dicembre 1976, mi ero innamorata da poche settimane di colui che poi sarebbe stato mio marito per oltre 23 anni. Allora ne avevo 16, di anni.