cioccolatamara - il sapore di me

Cioccolata amara… Adoro quel sapore, non smette mai di sorprendermi: dapprima la sensazione pungente dell’amaro … e poi, dopo un istante, quando il calore della bocca inizia a scioglierla, ecco il piacere del dolce che si diffonde e che ti appaga… Forse è un sapore che mi assomiglia, definito, morbido, voluttuoso, forte – a volte troppo – non adatto a caratteri fragili. Richiede personalità il cioccolato quasi puro, a volte è ruvido con quel sapore grezzo. Certo non raffinato, al primo impatto, ma emozionante… Mi piacciono i contrasti, non solo nel cibo. Le sfumature creano armonia, è vero, i contrasti però suscitano emozioni forti, a volte sconvolgono.

venerdì, ottobre 28, 2005

 

Sono in macchina, ancora colma di sentimenti contrastanti, comunque tranquilla, lucida, emozionata anche. Incuriosita, pensierosa, lusingata. Guido e lascio scorrere le immagini, riemergono parole, risa, battute, sguardi e sorrisi. 

Mi allontano, in pace con me stessa, sicura di non amarti più, certa delle mie scelte. E poi, improvvisamente, le parole di una canzone che non conosco : "...condannata a pensarti per sempre..."

 

posted by cioccolatamara 13:59 | commenti (10)

lunedì, ottobre 24, 2005

 

Come sto?

Vivo con le cellule sensoriali scoperte. Come un gambero senza guscio. Sulla schiena sento il peso del passato, del presente e del futuro. A volte mi sveglio con la sensazione di essere intrappolata in una morsa che mi stringe all'altezza dello sterno. O quella ancora più spiacevole di avere un animale attaccato alla schiena e di non riuscire a liberarmene. Come oggi.

Ma poi succedono tante cose, incontri, conversazioni, analisi, voci, suggerimenti... e le sensazioni sono suggestioni, indicazioni lungo la via. Per capire, per crescere. 

Non vorrei vivere diversamente. Perché sento di vivere nella consapevolezza più assoluta, è questa che mi lascia senza difese. Ma è anche grazie a questa consapevolezza che proseguo il cammino verso il mio obiettivo di vita.

Scopro ogni giorno un piccolo segreto di me stessa, come se stessi scavando a mano una montagna, alla sera sono spesso stanca e priva di energia. So che è un periodo così, torneranno tempi più tranquilli, ritornerà anche la voglia di rimuovere e allontanare. Di non lasciare emergere nemmeno un pensiero, ricrescerà anche la corazza.

Ma ora la stagione è propizia per immergersi in riflessioni e contemplazioni, per pensare e osservare. Prepararsi alla rinascita sotterrando il frutto di questo raccolto, in attesa della primavera.

 

posted by cioccolatamara 20:48 | commenti (10)

mercoledì, ottobre 19, 2005

 

 

 

Fosse mai scesa una carezza

che attraversasse i secoli

come una lama aperta.

Oh strazio della mia mente

che ha amato un ragazzo libero

 che non conosce patria.

Ti avrei rinchiuso in un manicomio

se le lacrime verdi del tuo sguardo

non mi avessero regalato canzoni.

da "La carne degli angeli, Alda Merini"

 

posted by cioccolatamara 22:53 | commenti (15)

domenica, ottobre 16, 2005

Lo so, a questo punto ci vorrebbe un nuovo post. Uno un po' consistente. Qualcosa di interessante. Ma non c'è. Sono vuota in questo momento. Nel senso che proprio non mi viene niente. Niente.

 

posted by cioccolatamara 21:09 | commenti (16)

martedì, ottobre 11, 2005

 

Che giornata ragazzi! Cielo lattiginoso, colori opachi, lavoro di m... ! E non è ancora finita.

Qui c'è solo un rimedio: un mon chérie! Non ne posso fare a meno.

 

posted by cioccolatamara 17:13 | commenti (16)

mercoledì, ottobre 05, 2005

L'impotenza di fronte alla sofferenza delle mie figlie proprio faccio fatica a gestirla. provo in vari modi di aiutarle ma mi rendo conto che a volte la vita chiede anche a loro di essere vissuta senza risparmiare niente. nemmeno il dolore. e allora, forse troppo ingenuamente, ricorro al mio "rimedio" più naturale, primordiale, il mio corpo. le accolgo tra le mie braccia come se fossero ancora piccolissime, come se il mio corpo potesse contenerle di nuovo e proteggerle da ogni male. e le coccolo, le accarezzo e le dondolo pensando di poter fermare il tempo. e stasera mia figlia in quell'abbraccio mi ha detto, "mi sembra di regredire a vista d'occhio". "beh, ho risposto, una mamma è una mamma per tutta la vita". "ma io non sono una bambina per tutta la vita". "No, una bambina no, ma una figlia sì". "È vero, una figlia sì".

posted by cioccolatamara 19:56 | commenti (11)

domenica, ottobre 02, 2005

Noi donne siamo spesso in analisi per i molti conflitti che sin dalla nascita caratterizzano i rapporti con le nostre madri. E in generale, da più parti si sostiene che le madri (di ogni generazione) siano in fondo le grandi responsabili dei problemi relazionali che ci portiamo dietro spesso per tutta la vita. Ancora settimana scorsa, durante una conferenza dall'eloquente titolo "dimmi come sei nato", si sosteneva giustamente) che prima relazione d'amore è sia per i maschi che per le femmine, quella con la madre e da questa dipenderà in seguito il nostro modo di relazionarci.

Io non sono né psicologa, né tanto meno ricercatrice di alcunché, ma più passa il tempo, e più prende spazio e forma dentro di me un pensiero che non posso sostenere con nessuno dato scientifico. Ma che si basa piuttosto sulla mia osservazione e, soprattutto, su un'intuizione/percezione/deduzione molto "femminile".

Sempre di più ho di fatto la sensazione che i problemi che noi donne così spesso manifestiamo, abbiano origine nella relazione non con la madre, bensì con il padre. E che la relazione con il padre sia per noi molto più importante di quanto spesso venga ammesso.

Non che i conflitti con le madri non ci segnino, ma ho come la sensazione che questi riusciamo più facilmente ad elaborarli. Forse al più tardi quando noi stesse diventiamo mamme. Ma il rapporto con quell'uomo, spesso oggetto del nostro primo innamoramento, quello, temo determini in modo a volte difficilmente recuperabile, il nostro modello di rapporto con il maschile. Di conseguenza rincorriamo per tutta la vita, a seconda delle situazioni un uomo come lui, o il contrario di lui, o uno che compensi le sue assenze e mancanze, o che colmi i vuoti lasciatici dentro.

Spesso non riusciamo a perdonare alle nostre madri i presunti errori e quelle che noi riteniamo le cause dei nostri malesseri. Mentre con i padri, con il  passare degli anni, diventiamo sempre più indulgenti. E trasformiamo il nostro amore di figlie in affetto quasi materno. Oppure, anche se restiamo in conflitto con loro, cerchiamo comunque sempre di conquistare la loro attenzione, la loro approvazione e il loro interessamento a ciò che siamo o facciamo, di sedurli insomma.

Come sempre, quando si fa un discorso "generalizzante", si perdono di vista le situazioni individuali. Per cui immagino che ci sarà chi ha fatto esperienze esattamente all'opposto del mio pensiero. Mi piacerebbe comunque sapere cosa ne pensate voi, sia donne che uomini.

 

posted by cioccolatamara 18:27 | commenti (14)