cioccolatamara - il sapore di me
Cioccolata amara… Adoro quel sapore, non smette mai di sorprendermi: dapprima la sensazione pungente dell’amaro … e poi, dopo un istante, quando il calore della bocca inizia a scioglierla, ecco il piacere del dolce che si diffonde e che ti appaga…
Forse è un sapore che mi assomiglia, definito, morbido, voluttuoso, forte – a volte troppo – non adatto a caratteri fragili. Richiede personalità il cioccolato quasi puro, a volte è ruvido con quel sapore grezzo. Certo non raffinato, al primo impatto, ma emozionante…
Mi piacciono i contrasti, non solo nel cibo. Le sfumature creano armonia, è vero, i contrasti però suscitano emozioni forti, a volte sconvolgono.
mercoledì, agosto 31, 2005
ieri ... oggi ... domani ...

[...] La linea che la tua schiena
ha diviso in pallide regioni
si perde e sorge
in due terse metà di mela,
e continua a separare
la tua bellezza
in due colonne ...
[...]
P. Neruda, Ode alla bella ignuda
posted by cioccolatamara 22:01 |
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domenica, agosto 28, 2005

“Ma tu come stai?” mi ha chiesto qualche giorno fa un’amica blogger. Mi sono resa conto in quel momento che a volte nel mio blog appare forse una malinconia che non corrisponde del tutto al mio vero stato d’animo. È piuttosto legata all’origine del mio blog. Blog nato da un amore non davvero vissuto, figlio di una passione travolgente e ormai lontana.
Un anno e mezzo fa avevo bisogno di parlarne di quell'amore, di parlarne in continuazione. Avevo bisogno di uno spazio che potesse contenere quel sentimento che non potevo vivere insieme a colui a cui era destinato e da cui scaturiva, perché lui lo rifiutava. Mi sentivo invasa da quell’amore e mi sembrava di soffocare, di non riuscire a smaltire tutte le emozioni e il mio cuore era come un vulcano in eruzione che non riuscivo ad arrestare.
Nel blog tutte quelle sensazioni hanno trovato una valvola di sfogo. Ho potuto dire ciò che non potevo più raccontare a nessuno, perché ormai più nessuno, me compresa, riusciva a capire il senso di quell’amore che ogni giorno rinnovavo dentro di me, contro ogni logica e ogni ragione.
C’è voluto molto tempo e ci sono volute molte parole per smaltire i pensieri dedicati a quella voce che ora finalmente inizia a tacere. La sua voce. Perché questo amore era fatto quasi esclusivamente di voce. La sua, per la mia non c’era spazio. Se non nel blog.
Pian piano i miei post hanno iniziato a parlare d’altro. Sporadicamente lo uso per lasciare uscire qualche residuo di quelle emozioni. Ho sempre saputo che prima o poi la tempesta si sarebbe calmata, il vulcano si sarebbe spento. Perché ogni passione prima o poi si affievolisce, perché ogni amore per durare deve essere alimentato e non soltanto nella nostra fantasia.
Ma comunque quel sentimento non è scomparso. Ha lasciato tracce e forse anche cicatrici. Ma non soltanto. Le ferite hanno lacerato anche la mia corazza e da quelle aperture è emersa una parte di me che cercavo da anni. Sento che non potrò mai annullare completamente questo amore. È dentro di me. So che quella voce mi susciterà sempre emozioni forti. Ma ho capito già molto tempo fa, che non sono in grado di gestire una relazione con le persone che scatenano in me queste emozioni. Forse perché non riesco a regolarne l’intensità o perché mi lascio travolgere. È come se non riuscissi più a proteggere la parte più fragile di me stessa e lascio penetrare quelle persone e quei sentimenti nel nucleo della mia essenza. Laddove, ora lo so, mai nessuno oltre a me dovrà avere accesso.
Oggi sto sperimentando un nuovo modo per me di vivere la relazione. Una relazione che, contrariamente a quanto è scritto nel titolo del mio blog, non è fatta di emozioni forti e sconvolgenti, di contrasti. C’è più affinità, meno passione, più tranquillità. Non so se questa è la formula giusta per me. Ma forse sto imparando a vivere in armonia, a riconoscere il valore delle sfumature, della luce tenue, dei passi silenziosi, delle parole sussurrate, dei sentieri pianeggianti.
posted by cioccolatamara 08:41 |
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giovedì, agosto 25, 2005

Mi piacciono questi giorni di fine estate. L'aria è più fresca, i raggi del sole non trafiggono più come spade, arrivano i primi frutti autunnali che adoro: i fichi, l'uva, qua e là negli orti fanno capolino le zucche che stanno maturando.
A casa c'è di nuovo profumo di incenso, la sera ho voglia di accendere le candele, esco di meno, ho comprato un piumino nuovo... Sto preparando la tana per l'inverno...
Mi piacciono questi giorni perché nonostante l'aria sia più fresca, non devo ancora mettere le calze, perché la sera si può ancora mangiare fuori, e la mattina quando mi sveglio è comunque già giorno.
È la mezza stagione che mi affascina, non più estate e non ancora autunno. Non più la luce accecante ma non ancora il buio. Mi piace questa situazione di passaggio in cui i colori, le temperature, gli odori e i sapori "si sfumano", solo l'aria e il cielo sono nitidi, e il calore del sole è sostituito dal calore della natura che ci circonda.
posted by cioccolatamara 18:23 |
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domenica, agosto 21, 2005

foto di Sharon Jackson
le settimane senza la tua voce passano sempre più veloci... e non le conto nemmeno più...
posted by cioccolatamara 12:26 |
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martedì, agosto 16, 2005
violenza, dolore e sofferenze lasciano senza parole .....
posted by cioccolatamara 21:34 |
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sabato, agosto 13, 2005
Al telegiornale di stasera hanno parlato di una casa per donne maltrattate in Iraq. Una donna coraggiosa aiuta a fuggire da casa le donne che subiscono violenza . Un'iniziativa malvista dal governo. Intervistano un'altra giovane donna, in braccio tiene il bimbo ancora piccolo e racconta di essere stata recentemente in ospedale per alcune settimane : il marito le aveva strappato tutte le unghie...
posted by cioccolatamara 21:39 |
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giovedì, agosto 11, 2005
Oggi mia madre compie 70 anni. E la cosa mi lascia emotivamente indifferente. "Umanamente" no. Ho comprato il regalo, mia cognata organizza la cena. Ci saranno i nipoti, ci saremo noi due figli. Anche mio fratello avrebbe preferito trascorrere diversamente la serata.
Questa consapelvolezza in teoria mi rende triste. In pratica no. Nel senso che ancora una volta sono indifferente, perché l'ipotetica tristezza riguarda una relazione che tale non è mai stata. Quindi una non relazione. Anche come concetto forse non esiste. Tutto è relazione.
Ma in teoria, il fatto stesso che tra madre e figli non vi sia una relazione è triste. È ancora più triste è il fatto che stasera tutti faranno finta di festeggiare, di partecipare a qualcosa che non sentiamo. Che le consegnerò il mio regalo (scelto sapendo che è quello che lei si aspetta) nella certezza assoluta che non le piacerà. Perché non lo riterrà abbastanza prezioso, pur sapendo che non mi è possibile farle un regalo più costoso. Non le è mai piaciuto nessun regalo ricevuto da noi figli o da nostro padre. Mai. Non una sola volta.
Lei farà finta di essere contenta, ma sarà delusa perché niente potrà mai soddisfare le sue aspettative. Noi faremo finta di amarla perché questo prescrivono la nostra cultura, le nostre convenzioni, forse anche il nostro codice genetico.
È attraverso questo "obiettivo" distorto che osservo la relazione tra le mie figlie e me, la osservo incredula e grata, e mi sembra un miracolo che loro possano amarmi sinceramente, condividere sinceramente la mia gioia e la mia felicità, trascorrere volentieri del tempo insieme a me, venirmi a trovare per il piacere di stare con me.
Mi dispiace non aver mai saputo cosa significa essere figlia. Ho avuto la fortuna di sapere cosa significa essere madre.
posted by cioccolatamara 16:40 |
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mercoledì, agosto 03, 2005
[…] Compresero che un vero uomo è un fenomeno raro quanto una vera donna. Un uomo che non vuole dimostrare nulla alzando la voce e facendo risuonare la spada, che non canta come un gallo e non pretende una tenerezza diversa da quella che è in grado di offrire, che nelle donne non cerca né madri né amiche e non corre a rifugiarsi tra le braccia dell’amore o dietro le sottane delle femmine, un uomo che vuole soltanto dare e ricevere, senza fretta e senza avidità, perché ha dedicato l’intera esistenza, ogni sua fibra, ogni barlume della sua coscienza e ogni muscolo del suo corpo al richiamo imperioso della vita: un uomo simile è un fenomeno estremamente raro. Perché c’erano uomini molli e bisognosi di affetto materno, ce n’erano di vacui e fanfaroni che gonfiavano il petto e si mettevano in posa per declamare i loro sentimenti nei confronti delle donne, e altri che erano indifferenti e noiosi – ma nessuno di questi era l’uomo giusto. E poi i vanitosi che non si preoccupavano affatto delle donne, ma badavano soltanto alla propria bellezza e ai propri successi. E infine gli spietati che si accostavano alle donne come ci si accosta a un nemico, come fanno gli assassini, con un sorriso mellifluo sulle labbra e il pugnale nascosto sotto le falde del mantello. Ogni tanto, ma molto di rado, capitava anche di incontrare un uomo. […]
posted by cioccolatamara 13:46 |
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