cioccolatamara - il sapore di me

Cioccolata amara… Adoro quel sapore, non smette mai di sorprendermi: dapprima la sensazione pungente dell’amaro … e poi, dopo un istante, quando il calore della bocca inizia a scioglierla, ecco il piacere del dolce che si diffonde e che ti appaga… Forse è un sapore che mi assomiglia, definito, morbido, voluttuoso, forte – a volte troppo – non adatto a caratteri fragili. Richiede personalità il cioccolato quasi puro, a volte è ruvido con quel sapore grezzo. Certo non raffinato, al primo impatto, ma emozionante… Mi piacciono i contrasti, non solo nel cibo. Le sfumature creano armonia, è vero, i contrasti però suscitano emozioni forti, a volte sconvolgono.

venerdì, aprile 29, 2005

Una giornata piena ma bella. Calda e quasi estiva. Trascorsa per gran parte in compagnia di mia figlia, la più “piccola”,  alla ricerca dei rispettivi vestiti di mamma e sorella della sposa. Terminata la prima parte dello shopping, verso l’una ci siamo accomodate ad uno dei tavolini distribuiti sulla piccola piazza e serviti da un baretto fantasma. Piacevole atmosfera da vacanza, piccioni e sole, piadina bresaola e rucola.
Silenziosamente e con discrezione si avvicina un anziano "extra comunitario" con in mano una decina di libricini e una scatola di accendini. Non riesco mai a dire di no, ma purtroppo raramente le loro cianfrusaglie mi servono, né mi interessano. Di solito do loro qualche euro ma rinuncio all’acquisto. Sono intenzionata ad adottare la stessa strategia quando, tra i libretti che nel frattempo il signore ha  allargato sul nostro tavolo, ne intravedo uno che attira la mia attenzione: Poeti africani anti-apartheid. Non resisto, il mio interesse è risvegliato.
Ho acquistato il libro e riporto qui di seguito uno stralcio di una delle belle e dolorose poesie.
 
[…]
A come Apartheid
P come Peste
A come Anemia
R come Rabbia
T come Tetano
H come Homicide
E come Esecrazione
I come Infanticidio
D come Demonio
APARTHEID
L’acre odore del sangue nero è sparso dovunque
Dovunque nei vicoli di Johannesburg
Dovunque nei vicoli di Langa e Transvaal
Dovunque nei ghetti neri.
Non scorgi più il tuo sole
Non conosci più il suo colore
[…]
SOWETO (omaggio a Hector Peterson), Kobanga-Bin-Fepi Kabaf

 

A pochi chilometri da casa mia, hanno ucciso un giovane di colore. Tutt'altra storia, altro movente forse, ma stesso dolore, stessa tristezza. 17 anni, ucciso e abbandonato in una discarica.
Quasi l'età di mia figlia.

 

posted by cioccolatamara 21:27 | commenti (24)

lunedì, aprile 25, 2005

la vita, la mia vita

 


L'incenso si strugge per dissolversi in profumo

Il profumo per aderire all'incenso.

La melodia cerca di incatenarsi al ritmo

Mentre il ritmo torna fluendo alla melodia.

L'idea cerca il suo corpo nella forma

La forma cerca la sua libertà nell'idea.

L'infinito cerca il tocco del finito

Il finito la sua liberazione nell'infinito.

Quale dramma è questo tra creazione e distruzione -

Questa perenne vicenda tra idea e forma?

La servitù lotta per raggiungere la libertà

E la libertà cerca riposo nella servitù.

(R. Tagore)

posted by cioccolatamara 08:10 | commenti (34)

sabato, aprile 23, 2005

Venerdì. Sono le otto del mattino, esco in questa giornata che finalmente è l’ultima della settimana, che mi ricorda quelle vaschette di “crema” di quando ero bambina, divise a metà, una parte era cioccolato chiaro, l’altra cioccolato più scuro. E così è questa giornata, a nord ancora chiara, col sole che già si appoggia sulle montagne ancora innevate, a sud invece è buia e scura, e altre montagne sono avvolte da nuvole nere e dense.
 
Stamani attirano la mia attenzione diverse “scene di lavoro” che mi colpiscono perché caratterizzare dall’interagire delle persone, dalla loro stretta collaborazione. Gente che insieme compie azioni apparentemente banali. Inizio a riflettere su questo aspetto e penso a quanti gesti quotidianamente compiamo a stretto contatto con l’altro, quante occasione viviamo in cui un certo lavoro è possibile soltanto perché le persone “fanno insieme”. Continuo ad osservare: due uomini che caricano un pesante attrezzo su un camion, gli operai di un cantiere, altri che tirano cavi da un tombino all’altro… I miei pensieri vanno ad altre scene, dentro e fuori dai posti di lavoro, nelle case, nei negozi, sugli autobus. Ovunque, ogni giorno ci scambiamo gesti di solidarietà, di piacere di stare con l’altro, di affetto, di collaborazione. Energia e bellezza. Ma forse a volte sprecate, perché non vissute con consapevolezza. Gesti e attività che forse troppo spesso diamo per scontati, che non siamo capaci di cogliere, di valorizzare, di osservare.
 
Tutta questa energia potrebbe avere nella consapevolezza di ognuno di noi la sua cassa di risonanza. E immagino queste onde di positività viaggiare moltiplicate attraverso il mondo.
 
Non sono un’ingenua sognatrice. So che ogni giorno ci sono anche tante sofferenze che caratterizzano la vita di molte persone. Ma di queste si parla, il dolore e il male sono argomento di discussione. Si notano. Il bene, il bello, il piacere, la gioia passano troppo inosservati. Ricerchiamo costantemente queste sensazioni, queste emozioni e poi, quando finalmente riusciamo ad afferrarle, le viviamo secondo me con una consapevolezza non sufficiente. Non sarebbe bello se tutti osservassimo con maggiore attenzione i momenti belli di ogni giorno, i nostri e quelli degli altri? Vorrei che le nostre emozioni si diffondessero come coriandoli, che li ritrovi dappertutto anche quando il carnevale è ormai lontano. 
 
 
There is no way to happiness. Happiness is the way.
 
 
Non mi stancherò mai di pensarlo.
 

posted by cioccolatamara 08:40 | commenti (12)

venerdì, aprile 22, 2005

 

 evviva Zapatero!

 

 

posted by cioccolatamara 07:30 | commenti (15)

giovedì, aprile 21, 2005

 

aspettando....

 

 

posted by cioccolatamara 11:15 | commenti (13)

martedì, aprile 19, 2005

sotto questa pioggia pesante un'inspiegabile ansia rincorre i miei pensieri agitati e confusi

posted by cioccolatamara 16:09 | commenti (10)

sabato, aprile 16, 2005

Mi piace questo mondo un po’ capovolto: mio padre che a 72 anni s’innamora di una "ragazza" di 75 e che mi chiama per raccontarmi delle sue défaillances amorose… E io che gli dico?! Oggi poi  ho passato il pomeriggio a scegliere insieme a mia mamma i mobili per il suo primo appartamento da single, e questo alla vigilia del suo 70esimo compleanno! Tavolo, sedie, cuscini, tende, tutto coordinato e io a consigliarla e lei un po’ insicura e spaesata… E non è finita qui, ieri mia figlia che mi chiede come va con il mio nuovo tipo, e io: mah, non so bene, non è né sì, né no, sono confusa, non so cosa fare. E lei: ah, ma allora sei messa peggio di me…! Insomma, i ruoli da noi non sono più tanto chiari...

posted by cioccolatamara 21:10 | commenti (23)

mercoledì, aprile 13, 2005

Oggi mi sono sentita come da ragazza quando “forcavo” la scuola. Più si avvicinava l’ora di pranzo e il sole saliva nel cielo e l’azzurro diventava più intenso e più io trepidavo dietro a quello schermo, dietro a quella scrivania. Non riuscivo a pensare di rimanere lì ancora tutto il pomeriggio. Ho inserito la segreteria e, come allora, ho messo a tacere quella vocina che mi diceva che non si può fare.
 
Mi sono accontentata di una passeggiata da pensionati, un sentiero pianeggiante che costeggia il lago, a ridosso della montagna, protetto dal freddo e illuminato dal sole.  Non più di mezz’ora per arrivare a uno di quei paesini che sembrano davvero dipinti, così kitch da non sembrare nemmeno veri. 
 
Ho camminato lentamente godendomi ogni istante di quella fuga e quando sono arrivata su un promontorio un po’ più esposto dove il vento soffiava forte, appoggiata alla ringhiera gli ho lasciato spazzare via tutta la mia noia, la mia stanchezza, la nostalgia e anche quel velo di malinconia che proprio non mi piace. E mentre il vento quasi mi toglieva il respiro, mi sentivo libera e vuota, nessun pensiero restava impigliato nella mia mente. Per una volta, per qualche istante.

posted by cioccolatamara 21:23 | commenti (26)

sabato, aprile 09, 2005

  
Sono cresciuta in una famiglia in cui era ben definito cosa fosse il bene e cosa fosse il male, cosa fosse giusto e cosa sbagliato. Naturalmente secondo i miei genitori, o meglio, soprattutto secondo mia madre. Ciò che lei decideva e sceglieva era valore assoluto. Se qualcuno osava dire o fare diversamente, era chiaro che stava sbagliando, e se poi la persona era della famiglia, oltre a sbagliare dimostrava anche la propria ostilità nei confronti di mia madre.
Senza accorgermene, per molti anni ho ripetuto lo stesso modello comportamentale, benché io tutto volessi, fuorché assomigliare a mia madre. Poi, per fortuna mia e non so nemmeno come, piano piano la mia mente si è aperta e ho capito che potevano esserci cento modi diversi di piegare e riporre negli armadi gli asciugamani, di cucinare determinate pietanze, di educare i figli, di pensare, agire, amare… 
Insomma, ho perso molte delle mie certezze e, più passa il tempo, e meno me ne restano. Mi rendo conto di usare spesso la parola “forse”, perché non faccio a tempo a formulare un pensiero, che già si presenta alla mia mente il pensiero opposto, non meno valido del primo. Potrei affermare che l’unica certezza che ho è di non averne alcuna. Non so dire quale condizione sia migliore. Quella che sto vivendo a volte è destabilizzante, mi rende insicura perché non sempre riesco a riconoscermi.  
Noto con stupore sempre maggiore le persone molto sicure delle proprie idee e delle proprie opinioni. Persone che sanno sempre cosa dire e cosa fare. Che spesso mi dicono si fa così e così. E io penso: ma chi l’ha detto? dove sta scritto? Che sanno esattamente quali sono le loro preferenze e perché. Che si conoscono alla perfezione. Che si stupiscono degli errori degli altri, perché sicuri che loro non li avrebbero mai commessi.
Io la mattina mi alzo e non so cosa aspettarmi da me stessa. Mi guardo e non so come vivrò quella giornata, quali saranno i miei gusti, le mie idee, i miei pensieri, i miei sbagli, i miei dubbi. Sarò io, in ogni istante, a seconda di come mi sentirò in quell’istante. Ma come faccio a saperlo prima?
A volte, lo ammetto, vivere così è faticoso, perché devo fare costantemente scelte nuove. Ma è anche vero che per me poter scegliere significa sentirmi libera.  
 
Le persone con troppe certezze nella vita mi spaventano. Forse perché io ne ho sempre meno. Ma mi sento sempre più libera. Forse.
 
 

posted by cioccolatamara 19:32 | commenti (28)

giovedì, aprile 07, 2005

Amicizia

Come in un sogno camminerò insieme a te sulla spiaggia, siederò accanto a te ai tavolini dei bar, scaglierò anch'io sassi nell'acqua per togliere quella rabbia da dentro, sarò con te quando entrerai in casa solo e stanco e forse mi penserai, e penserai anche a lei e a lei, sarò accanto a te quando guarderai il mare ingrossarsi sotto la pioggia e srotolarsi spinto dal vento, ti guarderò quando raccoglierai le conchiglie da portare ai bambini, t'invidierò quando vedrai volare un aquilone, prenderò la tua mano quando fisserai l'orizzonte saturando la tua mente di domande inutili, accarezzerò il tuo volto quando non troverai le risposte, e sarò ancora qui ad aspettarti quando tornerai e forse capirai.

posted by cioccolatamara 22:57 | commenti (17)

sabato, aprile 02, 2005

un sasso liscio e caldo...

come un lungo abbraccio inaspettato

come sentire i tuoi capelli tra le mie dita

come accarezzare il tuo viso

come rimanere stretti, complici e amici

come sentire le tue labbra sfiorare le mie

come allontanarti e poi subito cercarti

come non riuscire a resistersi

come ritrovarsi in un bacio improvviso

come lasciarti andare ancora - ancora.

posted by cioccolatamara 19:48 | commenti (32)

venerdì, aprile 01, 2005

Mi domando a volte perché le cose non siano più semplici. Non è sempre così, ma oggi, in questa giornata grigia e umida, avrei voglia di passare le mani sulla mia vita e sentirla liscia e tiepida come un sasso levigato dall’acqua del fiume e scaldato dai raggi del sole.

posted by cioccolatamara 11:43 | commenti (14)