cioccolatamara - il sapore di me

Cioccolata amara… Adoro quel sapore, non smette mai di sorprendermi: dapprima la sensazione pungente dell’amaro … e poi, dopo un istante, quando il calore della bocca inizia a scioglierla, ecco il piacere del dolce che si diffonde e che ti appaga… Forse è un sapore che mi assomiglia, definito, morbido, voluttuoso, forte – a volte troppo – non adatto a caratteri fragili. Richiede personalità il cioccolato quasi puro, a volte è ruvido con quel sapore grezzo. Certo non raffinato, al primo impatto, ma emozionante… Mi piacciono i contrasti, non solo nel cibo. Le sfumature creano armonia, è vero, i contrasti però suscitano emozioni forti, a volte sconvolgono.

domenica, ottobre 31, 2004

domenica mattina come l'avevo immaginata. grigia, silenziosa, umida. discreta, illuminata da un'unica candela bianca. accompagnata da un nuovo cd, interrotta tra cucina e pc. accoccolata nel tepore del piumino. impreziosita da un messaggio nascosto. colmata da cioccolata calda, densa. arricchita da poesie e libri. lenta, morbida e solo mia.

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giovedì, ottobre 28, 2004


È difficile rinunciare. Forse, perché mi rendo conto, che è come uno scrigno in cui ho depositato i miei sogni, i miei desideri, i miei pensieri, il mio amore. Perché ho paura che rinunciare, voglia dire restare senza niente. Perché con lui perdo anche tutto ciò che di me contiene. Poi capisco che il problema è un altro. Che lo scrigno dei miei pensieri, dei miei progetti, dei miei sogni sono io. E allora voglio riprendermi tutto. Ma subito dopo, ecco che affiora un’altra riflessione, un’altra domanda: ma un sogno non condiviso è ancora un sogno?




posted by cioccolatamara 21:35 | commenti (19)

lunedì, ottobre 25, 2004

Non so dove, recentemente, ho sentito o letto questa frase, ma la ricordo perché soltanto qualche mese fa, l’avrei rifiutata. Oggi invece, sento la sua eco risuonare dentro di me: “Se l’essere umano deve scegliere tra il nulla e il dolore, sceglie il dolore”.

posted by cioccolatamara 22:14 | commenti (19)

domenica, ottobre 24, 2004

Come un gigante ti sei avvicinato alla mia casa

L’hai presa tra le mani e accartocciata

E io pensavo fosse una carezza

posted by cioccolatamara 21:08 | commenti (12)

sabato, ottobre 23, 2004

Sono stata via soltanto due giorni, in un'altra città, con altra gente. Un convegno con bravi relatori e buona compagnia. Poi, come spesso succede, la parte più importante, anche a livello formativo, è quella informale. Quella delle pause, dei pranzi in comune, delle trasferte. La serata passata a chiacchierare anche della vita privata. E improvvisamente, persone che conoscevo di vista, delle quali avevo un'immagine forse un po' superficiale e non priva di pregiudizi, mi appaiono in un'altra luce. Mi piacciono queste occasioni. E due giorni sono bastati a ridarmi un po' di ossigeno. Forse sono serviti anche a sciogliere i lacci dalle mie mani e dai miei piedi. Ancora una volta mi sono resa conto quanto sia importante aprirsi proprio nei momenti in cui ci si vorrebbe chiudere dentro al nostro bozzolo e annegare in questa melassa di dolore e sofferenza.

Ora vorrei un giardino vero, da coltivare, da recintare, da chiudere con un cancello rosso come quello del post più in basso. Un giardino in cui raccogliere le foglie morte, sedermi sulla panchina giù in fondo e immaginarlo ricoperto di neve dapprima, ma poi nuovamente in fiore, pronto ad accogliere coloro che lascierò entrare e sapranno apprezzare. Prima però, mi sa che dovrò aggiustare qualche stecca rotta del recinto, qualcuno è uscito da qui lasciando tracce evidenti.


posted by cioccolatamara 20:43 | commenti (11)

mercoledì, ottobre 20, 2004

Qualche anno fa avevo letto una frase di Myriam Mafai che diceva: "Se è vero che al cuore non si comanda, chi dice che si debba ubbidirgli?" In quel momento avevo trovato grande conforto in questa affermazione. Ma siccome a me la vita il conto lo presenta sempre subito, presto mi sono trovata io stessa nella situazione di non solo non poter comandare al cuore, ma anche di non poter fare a meno di seguirlo. E allora ho capito che il cuore è un soggetto con una forza strepitosa, e che non ascoltarlo è molto difficile. Ma seguirlo mi ha portata in un vicolo cieco e per uscire da lì potevo far ricorso soltanto alla ragione. E così ho fatto. È arrivata, mi ha presa e mi ha condotta fuori dal vicolo. Ora però mi sento abbandonata in uno spazio infinito, accasciata a terra, mani e piedi legati e la bocca bendata.

Ecco la ragione. Ma il cuore è anche peggio. O no?

posted by cioccolatamara 14:00 | commenti (14)

domenica, ottobre 17, 2004


In fondo al corridoio c’è una finestra rivolta verso nord. Verso la tua valle. Spesso mi fermo davanti a quella finestra a guardare e a pensare a te. Anche oggi. La montagna che la sovrasta è avvolta da pesanti nubi scure. Da te, forse, sta già piovendo, qui c’è ancora il sole. Penso che tra non molto arriverà il temporale. Mi siedo di nuovo al computer, devo continuare a lavorare. Quando mi affaccio ancora a quella finestra, non sono passati dieci minuti, le nuvole scure che minacciavano pioggia fino a qualche minuto fa, sono scomparse. Al loro posto, adagiato sulla montagna come se qualcuno lo avesse dipinto su quella parete, un grandissimo arcobaleno, nitido e ampio con tutte le sue sfumature e i suoi colori, dal rosso al viola. È un’emozione intensa. Vorrei raccontartelo, descriverti quello che sto provando. Ma pensare che quei colori abbiano un significato è un’illusione, così come lo è, pensare che potresti e sapresti condividere con me questa emozione. Me ne rendo conto e capisco perché ho scelto il silenzio. E in silenzio rimango.


giovedì, ottobre 14, 2004

 

annega

l'anima mia

nel profondo vortice

del nostro silenzio

(*dedetta*)

 

Grazie a Dany66 per avermi prestato queste parole

lunedì, ottobre 11, 2004

ascolto, leggo, penso, rifletto, piango, rido, decido, osservo, aiuto, scrivo, rimpiango, sogno, amo, soffro, desidero, desidero tantissimo


martedì, ottobre 05, 2004

Ora voglio fermarmi.
Per fare una pausa e per riflettere.


sabato, ottobre 02, 2004

Omaggi di relazione


Al mattino vado a lavorare a piedi. Il percorso è sempre lo stesso, così prima di andare in ufficio passo dalla casella a ritirare la posta. Da qualche giorno ho notato un nuovo negozio. Sulla vetrina c’è disegnato un pacchetto regalo e sopra la scritta “Omaggi di relazione”. Che bello, ho pensato quando l’ho letto. Omaggi di relazione: è vero, le relazioni hanno bisogno di omaggi. E non solo le relazioni commerciali. Evidentemente, nel caso di questo negozio, si tratta di quei classici regalini che le ditte fanno ai loro clienti, a volte anche agli impiegati. Di solito a Natale.

Ma il nome di questo negozio mi ha fatto pensare che davvero anche le relazioni private avrebbero bisogno di omaggi. Certamente non dello stesso genere, non oggetti o regalini vari, ma omaggi fatti di gesti, parole, sorrisi, attenzioni. Invece, proprio le relazioni più strette sono quelle che più spesso trascuriamo. Quelle in cui diamo troppo per scontato. Perché tutto è sottinteso, perché è inutile dire ti amo dopo vent’anni di matrimonio, tanto ormai lo sa. Ma sarebbe bello dedicare più tempo a questi omaggi, dare loro un’importanza maggiore. Non costano niente. Ma il loro effetto è grande.

Lo penso ogni mattina, quando mi trovo davanti a quella vetrina. Voglio offrire più spesso omaggi nelle mie relazioni. Omaggi di affetto e riconoscenza, di piacere e gratitudine. Omaggi da offrire alle persone che mi sono care, alle mie figlie, alle mie amiche, ai miei famigliari, ma anche ai miei colleghi e alle persone con cui ogni giorno sono in contatto.

E un sorriso voglio offrirlo a chiunque io incontri per strada. È così semplice!