cioccolatamara - il sapore di me
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mercoledì, settembre 29, 2004
E ti vengo a cercare
(Franco Battiato)
E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a sé.
E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.
Questo secolo oramai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.
Emanciparmi dall'incubo delle passioni
cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un'immagine divina
di questa realtà.
E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza.
martedì, settembre 28, 2004
ti amo, mio dolce clown!

venerdì, settembre 24, 2004
Vi presento il mio stato d'animo. In questo venerdì sera d'autunno, con il vento che ha lucidato il cielo, la luna che si prepara alla sua massima apparizione e risplende come raramente l'ho veduta. E il mio cuore è come questa luna, quasi completo ma non del tutto. E c'è un raggio di sole che m'illumina, ma non so se è l'alba o il tramonto.

sabato, settembre 18, 2004
Diagnosi: esubero di energia relazionale
Sintomi: apatia e blocco mentale
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Tutta questa energia bloccata dentro di me che dovrei indirizzare verso canali diversi, rimane chiusa e, continuando ad espandersi, finisce per implodere, soffocando il fuoco di ogni altra mia passione e di ogni altro mio interesse. Se riesco a visualizzare con questa immagine il mio comportamento sotto certi aspetti autodistruttivo, credo di trovare la forza per invertire la rotta. Uscire da questa pozza stagnante e melmosa e ritornare in mare aperto, in acque più limpide, dove spero di trovare un venticello frizzante che mi aiuterà a rimettermi in viaggio.
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L’altro proposito per questa fine di estate e di vacanza, è quello di rimettere insieme tutti i pezzi di me stessa che in questo periodo di trasformazione ho lasciato in giro di qua e di là, ma che mi appartengono e che fanno sì che io mi possa riconoscere. Come in un trasloco, quando in fondo, pur cambiando appartamento, la casa che ci si ricrea tra le nuove mura è un po’ sempre la stessa. Gli oggetti, le foto, i quadri, tutti quei dettagli che compongono la nostra storia, che raccontano chi siamo e da dove veniamo, ce li portiamo sempre dietro. Sono la nostra casa interiore. Ecco, per potermi sentire bene con me stessa (cosa che in questo momento mi risulta un po’ difficile), devo rimettere al loro posto tutti i miei sentimenti, le mie emozioni, le mie idee, i miei ricordi, devo insomma sistemare tutto dentro a questa me un po’ nuova, che ancora faccio fatica a riconoscere. Forse non ci credo nemmeno io tanto, che ci possa ancora stare tutto dentro a quella che sono ora. Forse devo addirittura liberarmi di pregiudizi che non pensavo nemmeno mi appartenessero. Rivelazioni e scoperte non sempre piacevoli ma, per usare ancora la metafora del trasloco, ci sono cose che si possono tenere e cose che si devono buttare.
mercoledì, settembre 15, 2004
L'autunno ritorna con i suoi splendidi tramonti.

UN BACIO AL 5000esimo!
E ANCHE A TUTTI GLI ALTRI!
martedì, settembre 14, 2004
INTERVALLO
Quando ero una bambina e vivevo con i miei nonni, la televisione era in bianco e nero, e c’era una trasmissione bellissima: “Non è mai troppo tardi” del maestro che non mi ricordo come si chiama ma ricordo benissimo il suo volto, e poi c’era Gianburrasca, c’erano il Carosello, Calimero e Carmensita. Non esisteva il telecomando e non si faceva zapping, e non c’era la pubblicità a riempire ogni spazio vuoto e non, ma durante i tempi d’attesa tra un programma e l’altro, sullo schermo apparivano immagini di località e siti interessanti di tutt’Italia, accompagnate dal suono particolare di quello che penso fosse un clavicembalo; suonava un brano di cui non conosco il titolo, ammesso che lo avesse, ma che risuona ancora ora nella mia mente. Allora non mi piaceva questa interruzione dei programmi; oggi, nella mia memoria, quella musichetta è la colonna sonora dei miei momenti di sospensione. Come questo.

domenica, settembre 12, 2004

Con attenzione stai cercando di aprire il mio regalo.
L’ho avvolto in carta trasparente
Su cui ho scritto una poesia di Saramago…
Mi avvicino a te, mi appoggio alla tua schiena
E ti abbraccio.
Tu prendi la mia mano, la porti lentamente alle labbra
E la baci con dolcezza.
Un gesto nobile e antico che mi sorprende
E va dritto al cuore
Inondandomi di un’emozione calda e languida.
Un sogno, un ricordo, un desiderio?
Un’illusione.
venerdì, settembre 10, 2004

Non t'amo
Non t'amo se non perché t'amo
e dall'amarti a non amarti giungo
e dall'attenderti quando non t'attendo
passa dal freddo al fuoco il mio cuore
Ti amo solo perché io ti amo,
senza fine io t'odio, e odiandoti ti prego,
e la misura del mio amor viandante
è non vederti e amarti come un cieco.
Forse consumerà la luce di gennaio.
il raggio crudo, il mio cuore puro,
rubandomi la chiave della calma.
In questa storia solo io muoio
e morirò d'amore perché t'amo,
perché t'amo, amore, a sangue e fuoco.
Pablo Neruda
mercoledì, settembre 08, 2004
Ecco che mi viene in mente qualcosa da dire a chi abita in Svizzera: ma avete visto quell'oscenità di manifesto dell'UDC contro le naturalizzazioni agevolate? C'è da non crederci! Sono indignata. 
Vi regalo una foto stupenda. Ho nostalgia di questo mare, di questi posti e mi sento vuota, non ho niente da scrivere. Come dicevo oggi a un'amica, è come se fossi in attesa di qualcosa, ma non so nemmeno io di cosa. Forse di una telefonata che non arriverà mai, di parole mai espresse chiaramente. Questa attesa mi snerva, la detesto. E poi stanotte ho sognato che ero il Papa! Ma vi rendete conto?! Megalomane, direte voi. Eppure a me "non me ne può frega' de meno" del Papa. È proprio lontano dai miei pensieri! Chissà da dove è saltato fuori? Secondo voi cosa può significare? Io sono rimasta un po' sconvolta da 'sto sogno. Forse, l'unica spiegazione è che è casto pure lui, e allora mi sono identificata!? Vabbè, intanto gotevi questa vista di Manarola al tramonto, va'! Troppo bella, no?

lunedì, settembre 06, 2004
Questa vacanza è servita soltanto a farmi abbronzare. Ora per fortuna ho ancora un po' di tempo da stare a casa e ritrovare la terra sotto i piedi.
Trascorrere le vacanze accanto a un padre depresso, solo, amareggiato, fragile, bisognoso d'affetto, di conferme e di gratificazioni è senz'altro nobile, ma ho l'impressione che sia anche inutile, e non solo per me. Io mi sento svuotata e mi domando quanto gli abbia potuto dare veramente e con che spirito. Lui non si accorge, "pesca in superficie", vede soltanto ciò che vuole vedere. È forse una tecnica che ha sviluppato nel tempo per sopravvivere alle tante sofferenze, ai tanti dolori. Non ha avuto una vita facile, ma a me sembra un peccato che ora stia perdendo profondità. A volte ho l'impressione che fosse più "saggio" da giovane. Forse sono delusa perché non posso più fare la figlia, non posso più appoggiarmi a lui; sono io a doverlo guidare, sostenere, incoraggiare. Ma in questo momento non ho molto da dare, “viaggio in riserva”, e ho così poca energia.