cioccolatamara - il sapore di me
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sabato, agosto 28, 2004
A presto!

venerdì, agosto 27, 2004
In questo momento ho bisogno di magia. E questa mi piace molto:
"... Secondo una leggenda ebraica, la scelta prenatale dell'anima la portiamo impressa sul nostro labbro superiore: il piccolo incavo sotto il naso è l'impronta dell'indice che l'Angelo ci ha premuto sulle labbra per sigillarle, tutto ciò che resta a rammentarci il pregresso sodalizio dell'anima con il daimon; ed è per questo, che quando inseguiamo un'intuizione o un pensiero che sfugge, ci portiamo automaticamente il dito a quella significativa scannellatura...."
giovedì, agosto 26, 2004
ti vorrei ancora. e per averti devo far finta che tu sia un altro. quello che anche tu ora vorresti essere. ti sento. sdoppiato, lontano, ambiguo. una parte di te è libera. senza impegni. e quella parte io la voglio. ma poi ci ripenso. ed emerge la mia coscienza. ho già causato danni. ora basta. allora la rettifica. lascia stare. così sto bene. mi sento migliore. non ha davvero più senso. se non come hai detto tu. se un giorno. ma non aspetto, perché ora vivo. nonostante, vivo.
mercoledì, agosto 25, 2004

Avevo forse 5 o 6 anni, con un’amica ero in giro per i campi intorno a casa. Ricordo ancora quel senso di libertà assoluta. Poi abbiamo trovato un uccellino morto, un merlo mi pare. Immediatamente tutto il nostro interesse si è concentrato sull’animale, abbiamo preso l’uccellino e l’abbiamo portato a casa, l’abbiamo avvolto dentro dei teli, lasciando libera la testina. Ciò che mi ricordo perfettamente, è che ero sicura che saremmo riuscite a far rivivere quell’uccellino. Ero sicura che le nostre cure lo avrebbero riportato in vita. Non capivo perché ciò non potesse succedere, non vi era ragione per cui il mio amore non potesse bastare a farlo resuscitare. Ho ancora dentro di me quella sensazione. Quella certezza.
Ora, ripensandoci, ritrovo quelle emozioni e quei sentimenti quando osservo il mio modo di vivere le relazioni. Quando mi accorgo che una relazione è destinata a fallire, o in qualche modo non funziona o è incasinata, scatta in me qualcosa che mi spinge “all’accanimento terapeutico”. Allora faccio di tutto per rianimarla, per farla funzionare, come se non riuscissi ad accettare l’impossibile, la fine, l’abbandono forse. Anzi, a volte penso che, paradossalmente, in quel momento la relazione inizi ad interessarmi davvero. Perché voler rendere possibile l’impossibile? Che cos’è? Utopia. Accanimento. O cos’altro?
lunedì, agosto 23, 2004

Strana questa estate.
Un’estate senza.
Senza stimoli, senza progetti, senza programmi.
Niente da organizzare, niente da condividere, niente da aspettare, da sperare.
Eppure costantemente in attesa.
Un’estate senza luoghi, senza tempo, senza inizi e senza fini.
Un’estate senza quando, senza dove, senza chi.
sabato, agosto 21, 2004

Questo simpatico testo l’ho trovato su Ticino 7, un settimanale della Svizzera italiana:
La Luna dei Regalini
Forse non tutti sanno che ogni notte di luna piena, quella in cui il plenilunio è al culmine, è magica e speciale. Infatti, secondo un’antichissima credenza anglosassone, la Luna Piena viene detta la Luna dei Regalini. Bisogna guardarla fissa, in silenzio per qualche secondo, concentrarsi e poi sussurrare senza farsi sentire da nessuno: “Luna Luna dei Regalini, fammi questo regalino…”.
Poi bisogna esprimere mentalmente un desiderio e subito dopo fare alla Luna un piccolo inchino, anche solo con il capo.
Questo piccolo rito va ripetuto per tre volte, perché la Luna è generosa e i regalini-desideri concessi sono ben tre; almeno uno dovrebbe avverarsi. La “cerimonia” funziona solo se la luna è visibile; in caso di nuvole o pioggia, occorrerà attendere il mese dopo e ripetere l’intera procedura.
Comincierò a pensare a tre desideri da esprimere. Buona Luna dei Regalini a tutti!
venerdì, agosto 20, 2004
oggi la situazione lavorativa è, se possibile, ulteriormente peggiorata. ma per fortuna stamani sono stata al mercato. mi piace tantissimo girare tra le bancarelle della frutta e della verdura e dei friori. così dalla "vecchina" che sulla sua bancarella ha poco più di una dozzine di cose, ho comprato i fiori di zucca, che farò fritti con la pastella. poco più avanti, una bancarella di sole rose: ho comprato un mazzo di roselline a cespuglio color rosa pallido, profumatissime! le ho messe sulla mensola all'entrata del mio appartamento, circondate da ciottoli bianchi che ho raccolto al mare. sono stupende!
giovedì, agosto 19, 2004
era iniziata così bene questa giornata. nonostante la notte quasi insonne. iniziata bene perché alzando le tapparelle della mia camera, il nuovo giorno mi si è presentato con uno splendido arcobaleno. e a me piace troppo l'arcobaleno! ma poi nubi scure e pesanti hanno invaso il cielo e a mezzogiorno anche il mio umore era pessimo. sono stufa di lavorare con accanto persone affette da gravi patologie psichiche. la situazione è talmente grave che mi risulta difficile anche definire in cosa consista il problema, tanto è inafferrabile e incomprensibile il loro comportamento. e ciò che più mi rattrista è che nella maggior parte dei casi si tratta di uomini. mi dispiace perché la tentazione a generalizzare è grande. ma per fortuna qualcuno si salva e poi ho intorno a me donne splendide, con cui collaborare è anche un divertimento oltre a un vero piacere. se in questo momento avessi anche solo una prospettiva di un nuovo lavoro, scriverei or ora la lettera di dimissioni. ma purtroppo non ce l'ho e allora devo accontentarmi di un panadol, del CD della bachata e di muovermi al ritmo di questo ballo sensuale.
lunedì, agosto 16, 2004

Nell’ambito del Festival del cinema di Locarno si è svolto il Forum conclusivo sui diritti umani, durante il quale si è parlato dei diritti della donna. Riporto qui di seguito alcuni passaggi di un articolo apparso su un quotidiano ticinese che mi hanno particolarmente colpita:
…Una donna su tre al mondo, nel corso della vita sarà confrontata con qualche forma di violenza. In Europa la prima causa di morte delle donne tra i 16 e i 44 anni è la violenza domestica (più del cancro e degli incidenti d’auto)….
Qualche sera fa mi sono incontrata in città con una mia amica. Appena mi ha vista, mi ha detto che purtroppo aveva dovuto posteggiare l’auto nell’autosilo e che poi avrei dovuto accompagnarla a riprendere l’auto. Tra noi donne non è necessario spiegare il perché, ma quando l’ho raccontato a un mio amico, mi ha chiesto stupito quale fosse il problema. Era molto perplesso della mia risposta e spiegazione.
Ciò che mi rattrista di tutta questa problematica, è che nella maggior parte dei casi, gli autori di questi atti di violenza contro le donne sono uomini. Mi rattrista il fatto che noi donne si debba considerare “nemici” una parte di loro. Uomini che immagino mariti e padri, fratelli e amici di altre donne. Uomini nati dal ventre di una donna e da essa cresciuti. Perché, mi domando, tutta questa violenza contro la donna? So bene che si possono trovare spiegazioni nella sociologia, nella psicologia, nella mitologia o più in generale nella storia dell’umanità. Nonostante ciò, di fronte a questi dati, a queste situazioni, a questi fatti resto pur sempre stupita, incapace di farmene una ragione, di capire.
L’articolo che ho citato all’inizio si conclude così: …L’incontro si è chiuso però non su note di pessimismo, ma con la chiamata a raccolta di tutti e degli uomini in particolare, perché questi temi non restino appannaggio delle donne, ma siano affrontati come problemi dell’intera umanità.
Io vorrei che soprattutto gli uomini, quelli che ci amano, ci rispettano e ci stimano, che mai ci torcerebbero un capello, che questi uomini si impegnassero e ci affiancassero nella prevenzione, nell’educazione, nella ricerca di una soluzione.
E infine, per insegnare ai figli maschi l’amore per le donne, bisogna innanzitutto essere d’esempio. Una madre deve amare e rispettare prima di tutto se stessa, affinché questi figli capiscano che la madre in quanto donna merita anche il loro amore e il loro rispetto.
Forse avrei dovuto credergli di più quando mi parlava di manubri e biciclette; magari così, quegli attimi di eternità sarebbero stati più eterni anche per me. Ma credere, a volte, vuol dire anche abbandonarsi.
venerdì, agosto 13, 2004

è un momento di citazioni (da Edna O'Brien):
"Due amanti hanno sempre da dirsi un certo non so che, ma ciò che viene detto è troppo o troppo poco, mai l'unica parola cruciale."
mercoledì, agosto 11, 2004

... E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza ...

I silenzi si dilatano fino a creare spazi infiniti da riempire con dialoghi, situazioni e sentimenti virtuali che animano e alimentano le fantasie. Diventa difficile abbandonare questo mondo e guardare in faccia la realtà.
lunedì, agosto 09, 2004
Per professione e per vocazione forse, ho sempre aiutato, consigliato e sostenuto le persone. Spesso mi capita di incontrarle, anche dopo anni, e mi ringraziano rammaricate di non aver mai potuto “ricambiare”. Il concetto di “ricambiare” non mi appartiene. Cerco di spiegarlo con una mia visione di ciò che secondo me sono l’amicizia, l’aiuto e la solidarietà: vedo questi concetti muoversi intorno al mondo come una catena formata da tante persone. Io do l’aiuto che posso dare perché a mia volta l’ho ricevuto e ancora ne riceverò, e chi l’ha ricevuto da me, lo darà ancora ad altri…. L’affetto e la solidarietà non sempre vanno e tornano tra due persone. Altrimenti si creerebbe un circolo chiuso. Invece a me piace pensare che si diffondano così come si diffonde quello che ho ricevuto e che ricevo, formando una rete di solidarietà e affetto intorno al mondo.
MA ... ed ecco il mio limite: in amore no. In amore non riesco a essere altruista e condividere. Voglio essere ricambiata. Voglio l’amore di chi amo. Lo voglio tutto. Voglio che il circolo si chiuda intorno a noi. E nessun altro. Perché? Perché voglio per me i suoi pensieri, perché voglio per me la sua voce, le sue mani, le sue braccia. Perché voglio per me il suo amore. Perché il suo amore è il mio amore che in lui si rispecchia e si riflette e a me ritorna. E voglio che il mio amore sia il suo amore, che in me si rispecchia e si riflette e a lui ritorna. Come le onde del mare.
Eppure capita che così non sia. E faccio fatica ad accettarlo, a capirlo. Com’è possibile che un sentimento così grande non sia ricambiato? Cosa ne faccio io di questo mare dentro di me. È un mare fermo, immobile, senza onde? E invece no, è un mare in tempesta che implode dentro di me, le sue onde mi travolgono, mi sommergono. Annego nel mare del mio stesso amore.
non potevo crederci: ".... scialba e acquosa come tapioca bollita...", o perlomeno, a me così appariva...
venerdì, agosto 06, 2004
Ho l'anima riarsa
dallo sputo di un rospo
Se fingo di scoprire
copro
La parola mi infetta
le pelle di parvenza
Uso il giusto unguento
pazienza
Con tal mal non si vive
ma neppure si muore
Se l'uccello non vola
corre
Chi non giunge alle stelle
può guardarle da terra
Chi non riesce a cantare
bercia
José Saramago
martedì, agosto 03, 2004
Oggi in ufficio un caldo insopportabile. Quell’afa tipica che precede il temporale. Le goccioline di sudore che mi scivolano lungo la schiena, nella scollatura. Nessuna voglia di fare niente, un’apatia stancante. Ma poi basta una canzone, leggera, coinvolgente, romantica, per farmi alzare dalla sedia e cominciare a ballare. Sono sola, e ti invito a ballare con me...
lunedì, agosto 02, 2004
la differenza rispetto a prima non consiste tanto nel "non giudicare". continuo a pormi domande o darmi spiegazioni quando vedo o sento qualcuno o qualcosa. ma piuttosto nel rimanere aperta comunque, nonostante il pensiero che ho formulato nella mia mente. aperta e curiosa. in questo senso mi sono liberata dai pregiudizi. perché in fondo è prendere atto di una realtà diversa dalla mia, e ora mi interessa capire e vedere com'è la vita vissuta da una prospettiva diversa. insomma, mi sento infinitamente più ricca.