cioccolatamara - il sapore di me

Cioccolata amara… Adoro quel sapore, non smette mai di sorprendermi: dapprima la sensazione pungente dell’amaro … e poi, dopo un istante, quando il calore della bocca inizia a scioglierla, ecco il piacere del dolce che si diffonde e che ti appaga… Forse è un sapore che mi assomiglia, definito, morbido, voluttuoso, forte – a volte troppo – non adatto a caratteri fragili. Richiede personalità il cioccolato quasi puro, a volte è ruvido con quel sapore grezzo. Certo non raffinato, al primo impatto, ma emozionante… Mi piacciono i contrasti, non solo nel cibo. Le sfumature creano armonia, è vero, i contrasti però suscitano emozioni forti, a volte sconvolgono.

sabato, luglio 31, 2004

mi domando se è questo l'amore. amare incondizionatamente. nel tuo cuore non ci sono io, eppure non sono gelosa. non provo né rabbia, né risentimento. tutto fa parte di te. e non cambia nulla al sentimento che provo. ci sei, così come sei. punto. mi stupisco. non mi capisco. non so cosa mi succeda. subisco? strana calma, serenità, disponibilità, accettazione. cos`è tutto questo? è amore? o sottomissione? eppure non credo. "amarti per non amarti più...". o forse è una specie di indifferenza, perché davvero non è più amore? devo pensarci, capire. è una parte nuova di me che ancora non conosco. non mi dispiace però. mi appare come una promessa di pace, di pace con me stessa. al centro della mia vita ci sono comunque io. questo lo sento. lo so.

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venerdì, luglio 30, 2004

avevo sedici anni quel 30 luglio di molto tempo fa. dopo quasi un mese di giochi, scherzi, dispetti e sguardi, finalmente, quella sera il primo bacio. un bacio che dava le risposte a tutti i miei dubbi, le mie paure e le mie insicurezze di ragazzina innamorata, infinitamente innamorata. ho conservato questa immagine dentro di me per oltre 25 anni. l'ho protetta e amata e infine abbandonata. ora tu l'hai ritrovata, rispolverata e le hai ridato luce. non so cosa ne vorrai fare. sono contenta che ora appartenga a te.

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mercoledì, luglio 28, 2004

 

E com’è che ti ritrovo sempre qui?
Da dove entri nei miei pensieri, nei miei sogni,
nel mio cuore?



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martedì, luglio 27, 2004

È in visita da me mio padre e in questi giorni ha avuto modo di conoscere alcune delle mie migliori amiche. Anche lui come me le trova molto simpatiche e ne è rimasto affascinato. Allora ho cercato di spiegargli quanto per me siano importanti.

Ognuna è diversa dall’altra e forse, tra di loro, non tutte andrebbero d’accordo. Ma per me sono tutte speciali. Sono la mia famiglia, le mie sorelle, le mie madri, a volte le mie figlie. Non so se ce l’avrei fatta l’anno scorso senza di loro. E anche durante l’inverno passato, quando l’unico argomento di cui ero in grado di parlare era LUI. Fino allo sfinimento. Ora me ne rendo conto. Ma loro erano sempre lì, ognuna a modo suo, ad ascoltarmi, pazienti, sorridenti, indulgenti. Sempre dalla mia parte. Io ho pianto e riso insieme a loro, tanto, tantissimo in entrambi i casi. Lacrime di felicità e lacrime di dolore che, come colla, mi tengono unita a loro. Ripensandoci però, abbiamo riso insieme più che pianto. E sono tanti i momenti indimenticabili: quando siamo a cena insieme e la gente si gira a guardarci da quanto ridiamo, o quando ci basta guardarci negli occhi per capire a cosa stiamo pensando, quando suona il telefono e spero che sia una di loro perché sentirle è sempre un piacere, quando firmano con il mio nome da quanto mi pensano...

Con ognuna divido spazi diversi della mia vita. È come se ogni amica avesse un ruolo diverso. Ma da ognuna imparo e tutte arricchiscono costantemente la mia vita. Vi amo tutte, mie generose amiche, presenze preziose nella mia vita, specchi sinceri e clementi, potrei rinunciare a molte cose, ma senza di voi farei fatica. Grazie, grazie per tutto.

 

P.S. Hanno una cosa in comune le mie amiche: sono tutte del segno della bilancia tranne una, che in bilancia ha l’ascendente e il suo segno zodiacale corrisponde invece al mio di ascendente… strano, no?

 

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lunedì, luglio 26, 2004

ho giocato al lotto. ho fatto un tre. non ho vinto molto. con questi numeri 18-4-44. ma ne è valsa la pena. comunque.

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venerdì, luglio 23, 2004

da più parti sento parlare di coppie in crisi, di uomini che tradiscono, di amanti che si installano in casa di lui intanto che la moglie è al mare con i figli, di cinquantenni che come regalo di compleanno ricevono l’annuncio che Lui si è innamorato di un’altra, più giovane naturalmente, ma l’età non c’entra…di mogli che il marito se lo tengono per sicurezza e l’amante perché ha più carica erotica, e poi ci sono io, che ho mollato tutto e anche il minimo impegno mi pesa, che mi piace stare sola, che sto regredendo a vista d’occhio, e se settimana scorsa ero preoccupata perché mi piacevano gli under 40, da qualche giorno sono pericolosamente attratta da ragazzi under 25… adolescente di ritorno con un corpo da pensionata… ma la morale della favola è che in tutto questo casino io mi domando che senso abbiano il matrimonio, l’amore, la coppia, la famiglia, la relazione. nessun giudizio, nessun moralismo, ma solo dubbi, sinceri, dubbi che a volte mi rendono insicura, analizzante, dubbi che mi fanno paura, dubbi che mi tolgono tutti i miei punti di riferimento, che riempiono la mia mente di altre domande per le quali non ho risposte: cosa voglio, cosa è possibile, come fare, cosa chiedere, quanto dare, è giusto avere aspettative o come dice una mia amica “voglio una relazione in cui io non debba avere aspettative…” e già questa è un’aspettativa …? che casino gente! meno male che ogni tanto, da brava adolescente, riesco a disattivare il cervello, e a non pensare, ad ascoltare Lene Marlin come nemmeno le mie figlie, e ballare, da sola, davanti al solito spicchio di luna, oggi già un po’ più pieno.

posted by cioccolatamara 21:54 | commenti (16)

mercoledì, luglio 21, 2004

sola ascolto la canzone presa in prestito da Baronerosso, il cielo si sta tingendo di lavanda, la collina di fronte alla finestra inizia ad illuminarsi e proprio davanti a me, un sottile spicchio di luna rende la serata così inutilmente romantica. la tristezza di questa canzone non riesce a scalfire la mia serenità, anzi la rende ancora più vera. sento di essere a casa, qui, in compagnia di una canzone bellissima e di me stessa. ci sono giunta dopo un cammino iniziato precisamente un anno fa. ora mi riposo e penso con affetto a tutti coloro che questo cammino lo hanno appena intrapreso.

posted by cioccolatamara 21:36 | commenti (6)

Sento il bisogno di mani bagnate sulla mia pelle calda e assetata.

Sento il bisogno di mani morbide tra i miei capelli lunghi e inutili.

Sento il bisogno di mani generose sui miei seni vuoti e stanchi.

Sento il bisogno di mani sicure sul mio ventre deserto e segnato.

Sento il bisogno di mani forti sulle mie gambe abbandonate e chiuse.

posted by cioccolatamara 19:49 | commenti (6)

domenica, luglio 18, 2004


Alle nove del mattino ci sono in giro quasi soltanto i Testimoni di Geova. Sono qui per un convegno. Li riconosco dal distintivo che portano addosso e sui c’è scritto “camminiamo con Dio”. Li invidio un po’ per questa frase. Io ho fatto un’altra scelta e a volte è faticosa. Camminare con qualcuno davanti che ti guida dev’essere anche piacevole, forse più facile. È come avere una pista, un sentiero da seguire. Io invece giro sempre con la cartina in mano. E non sono nemmeno troppo brava a leggerla. A volte addirittura la tengo a rovescio e allora sono guai, perché credo di andare in una direzione e invece vado esattamente in quella opposta. Altro svantaggio è che spesso sono sola sui miei sentieri improvvisati. Immagino che ogni tanto la presenza di un gruppo che si muove nella stessa direzione possa essere di conforto. Con qualcuno che decide quale strada prendere; specialmente quando non trovi cartelli o indicazioni, o quando hai più strade che portano alla stessa destinazione, io non so mai quale scegliere!

Ci sono anche vantaggi però, quando si naviga quasi a vista. Capita, per esempio, che sbagliando strada io scopra luoghi inaspettati ma stupendi. Faccio incontri imprevisti e mi ritrovo in compagnia di persone con emozioni e pensieri così diversi dai miei e tutte le volte imparo un sacco di cose. Ogni tanto percorro lo stesso tratto di strada anche due volte, perché ripeto lo stesso errore (questo è un po’ il mio vero difetto). Altre volte invece, camminare in totale libertà, senza che nessuno mi dica dove andare, mi esalta. Mi sento unica e in sintonia con la natura che mi circonda. Devo anche ammettere che negli ultimi tempi ho fatto grandi progressi. Anche a leggere la cartina. Ho imparato ad orientarmi con il sole, la luna, le stelle. A riconoscere gli odori e i colori intorno a me, ma anche a sdraiarmi su un prato, chiudere gli occhi ed entrare dentro me stessa e ... crederci.

giovedì, luglio 15, 2004

Da qualche anno ho introdotto un semplice rituale per segnare il passaggio delle stagioni. Preparo una decorazione in sintonia con il periodo dell’anno. Così qualche settimana fa ho sostituito quella primaverile con quella estiva. Conservo da un anno all’altro gran parte degli oggetti che uso, aggiungendo di volta in volta gli “ingredienti” freschi,  a seconda della necessità.  Per l’estate utilizzo naturalmente tutto ciò che mi ricorda il mare. E anche quest’anno è stata una gioia riscoprire sassi, bastoncini e legnetti, conchiglie e vetrini, tutti ricordi di passeggiate lungo le spiagge che amo. Ho disposto con tenerezza i sassi raccolti a Monterosso, grigi e levigati, con quelle strane rigature bianche che formano scritte e disegni, spesso ci si scorge un cuore, come tracciato da un turista innamorato. Quelli ruvidi e forati dai datteri di mare che ho preso a Portovenere, le grandi conchiglie raccolte in Corsica, i legnetti consumati dall’acqua e dal sale che sembrano strani soggetti… così preparo ogni anno la mia piccola spiaggia personale, mi piace toccare quei sassi che conservano a lungo l’odore e il calore dei loro luoghi. Aggiungo di solito alcune candele che mi piace accendere anche in estate, quelle di queste sere sono bianche, e quando illuminano i miei ricordi, è più facile sognare di passeggiare lungo la spiaggia, al tramonto. Il momento che preferisco, in cui il mare più mi piace, quando è calmo e tranquillo e tiepido, e quando entrarci mi fa sentire ancora più avvolta, più accolta.

martedì, luglio 13, 2004

Attimi d'eternità

Le mie mani legate nelle tue

Mi dissolvo nel tuo abbraccio

E assoluto è l’abbandono

lunedì, luglio 12, 2004

La piazza è traboccante, illuminata, calda, vibrante. Lei sul palco che canta, la voce che emerge da tutto il suo corpo, mi raggiunge e mi accarezza come un’onda lunga e tiepida. Energia pura, io l’ascolto e assorbo.

sabato, luglio 10, 2004

La folla occupa tutta la sala fino all’ingresso, molti si sono fermati sulla porta. Tu arrivi in ritardo, con impazienza ti apri un varco tra la gente, io ti seguo e ti osservo da qualche secondo ed è già emozione. Non riesco a distogliere lo sguardo dal tuo viso, da quell’espressione un po’ imbronciata, la barba, la coda di cavallo, fiero e sicuro di sé come un principe. Finalmente ti giri verso di me, ti fermi e mi guardi negli occhi, poi adagi il tuo sguardo sulla mia spalla, io lo seguo, e cerco ancora i tuoi occhi. Il mio cuore accelera i battiti.

Ti rivedo tra la folla, un’altra folla, è strano che ci incontriamo ancora, sei giovane, forse dieci anni meno di me; una distanza non insuperabile… lascio correre la fantasia. Ma poi scopro che sei molto più giovane, sei quasi un bambino, hai solo venticinque anni! Sorrido a me stessa con indulgenza, sorrido anche a te, e proseguo il mio cammino…

mercoledì, luglio 07, 2004

stasera mi sento come il cielo che osservo dalla finestra qui davanti a me. nuvole nere e basse si avvicinano e quando hai l'impressione che manchi solo qualche secondo al primo tuono, piano piano si allontanano di nuovo per tornare dopo poco. è come una danza del cielo e intanto l'aria si carica di tensione e io aspetto, aspetta la città qui sotto, aspettano gli alberi, gli uccelli, i fiori, le persone senza ombrello, i ragazzi sugli scooter, e non succede niente. aspetto anch'io così, fuori e dentro, niente. osservo le nuvole che vanno e vengono e mi chiedo se voglio il temporale o se preferisco che le nuvole si dissolvano, lentamente, senza rumore, sospinte da un vento leggero durante la notte e poi torni il sereno. e domani ci sarà il sole, e nient'altro...

domenica, luglio 04, 2004

Distrattamente avvicino la mia mano al viso, e quel profumo m’invade subito la mente. In un istante torno indietro nel tempo, non è la prima volta, succede sempre così, quando dalle mie mani si sprigiona il profumo di basilico. Rivedo e sento mia nonna, sento le sue mani su di me, sanno di basilico, di pulito, di bucato, vedo una finestra aperta, la radio che canta, i panni stesi, noi appena tornate dal mercato.

sabato, luglio 03, 2004

 

Quanto di me è oro, non si vende.

Il resto disprezzato, insieme all’oro,

io lo darò a chi d’oro s’intende.

(José Saramago)

 

 

Con questa poesia si conclude la mia fase d’amore tormentoso. Sono grata alla vita per avermi offerto questa occasione di crescita e di cambiamento. Come un terremoto, la passione ha sconvolto i miei assetti mentali, aperto un varco che mi ha permesso di allargare i miei orizzonti, abbandonando preconcetti e pregiudizi. Mi ha permesso di prendere consapevolezza delle mie ombre, amarle, scoprirmi diversa, impregnata di una sensualità a lungo mascherata e assaporare tutta la mia femminilità. Ora sono una donna nuova, curiosa di sapere come sarò domani, un’altra ogni giorno, libera, aperta alla vita, all’amore, a me stessa.

EVVVAI !!!

 

giovedì, luglio 01, 2004

... allora, ancora una volta mi fondo con la natura, il dolore diventa sforzo fisico e affronto questa salita, e in ogni goccia di sudore qualcosa di te esce dal mio corpo, dai miei pensieri. Sarà nella discesa che ti ritroverò, ritroverò anche me stessa, diversi entrambi, e ti amerò ancora, per non amarti più.