cioccolatamara - il sapore di me

Cioccolata amara… Adoro quel sapore, non smette mai di sorprendermi: dapprima la sensazione pungente dell’amaro … e poi, dopo un istante, quando il calore della bocca inizia a scioglierla, ecco il piacere del dolce che si diffonde e che ti appaga… Forse è un sapore che mi assomiglia, definito, morbido, voluttuoso, forte – a volte troppo – non adatto a caratteri fragili. Richiede personalità il cioccolato quasi puro, a volte è ruvido con quel sapore grezzo. Certo non raffinato, al primo impatto, ma emozionante… Mi piacciono i contrasti, non solo nel cibo. Le sfumature creano armonia, è vero, i contrasti però suscitano emozioni forti, a volte sconvolgono.

lunedì, maggio 31, 2004

ho visto un picchio reale, due ramarri, cavalli e puledri, distese di narcisi selvatici e prati colorati di salvia, ranuncoli e margherite... ma la tristezza mi è rimasta appiccicata addosso.

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domenica, maggio 30, 2004

DIO NON ESISTE! ME L'HA DETTO LA MAMMA DI BALTIMORA

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giovedì, maggio 27, 2004

giornata lunga fatta di lavoro, spesa, bucato, riunioni, cena, cucina da sistemare, ... e poi, finalmente la doccia ... mi appoggio alla parete della cabina satura di vapore, chiudo gli occhi e lascio scorrere l'acqua, tanta, ancora e ancora, calda, violenta, avvolgente come l'abbraccio di un uomo... ma già assaporo il dopo, mi vedo, pregusto... e poi, ancora umida mi infilo nel letto... lenzuola ruvide, profumate, fresche di bucato, accolgono la mia stanchezza: piacere immenso e indescrivibile! quell'odore "ancestrale" che appartiene a tutta la mia vita, che rinnovo come un rituale, l'odore di aria, di erba e di sole, di casa, di ricordi... al "treggio", con mia nonna, le vasche piene d'acqua e una, una speciale: la vasca del turchinetto, lenzuola bianche candide, azzurre come i capelli delle signore anziane, quella polvere magica che fa l'orgoglio delle donne, che ne misura le capacità, quella polvere turchese avvolta nella carta spessa e gialla del commestibili, un azzurro esotico, prezioso che mi pareva sprecata per sbiancare le lenzuola, avrei voluto usarla diversamente, ma non sapevo come. il turchinetto, l'azzurro della mia infanzia.

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lunedì, maggio 24, 2004

Ieri hai compiuto ventiquattro anni. Com’è possibile? Io sento di avere la tua stessa età. Sono rinata e cresciuta insieme a te. Ho fatto da mamma a te e a me. E oggi, a volte, non so chi ci fosse prima, tu o io. Il nostro amore ci avvolge e ci confonde.

posted by cioccolatamara 21:40 | commenti (14)

sabato, maggio 22, 2004

Qualche giorno fa, alla radio ho ascoltato un’intervista a donne palestinesi a cui truppe israeliane avevano demolito la casa durante la notte. Una in particolare mi ha colpito: raccontava di aver visto entrare una ruspa dalla parete della camera dei suoi bambini. Subito non capiva cosa stesse succedendo, ma poi ha afferrato i suoi figli ed è fuggita. Ha avuto solo il tempo di prendere il loro certificato di nascita. Questa cosa del certificato mi ha dapprima meravigliata; io non saprei, così su due piedi, dove andare a prendere quelli delle mie figlie. Ma poi ho capito, e ho visto quella donna.

 

L’ho vista nella sua casa, mentre rassettava e pensava alle altre famiglie a cui avevano distrutto la casa, e mentre faceva i letti dei suoi figli immaginava cosa avrebbe fatto lei, se fosse successo. Nella sua mente si svolgeva la scena esatta e pensava a cosa avrebbe voluto salvare. Si vedeva correre nella stanza dei suoi bambini per portare via loro innanzitutto. Faceva poi una lista delle cose, in base all’importanza e al tempo che aveva. Ed è in quel momento che deve aver preparato i documenti. La vedo, mentre li cerca e poi li ripone nel primo cassetto della credenza, in salotto. E la sera lo racconta a suo marito: “se arrivano le ruspe, dobbiamo assolutamente prendere i certificati di nascita dei bambini!” Forse per non perderli, per poter dimostrare che sono i loro. Chissà!

 

Allora mi sono chiesta che vita è una vita così? In cui alla sera vai a dormire nel terrore che ti demoliscano la casa, in cui ogni giorno ti prepari a perdere tutto, anche le persone più care. Una vita in cui ci sono soldati che arrivano e ti distruggono tutto, senza motivo, ti strappano da addosso il guscio in cui trovavi protezione, in cui custodivi i tuoi ricordi, la tua storia, i tuoi affetti. Da dove ricominci dopo, dove trovi il coraggio per non odiare, la forza per insegnare ancora l’amore ai tuoi figli?

Sono col pensiero vicina a quelle donne, a quei popoli e mi sento in colpa, perché credo che sia solo una questione di fortuna: io sono nata qui e loro sono nate là.

posted by cioccolatamara 08:36 | commenti (6)

mercoledì, maggio 19, 2004



vorrei essere un falco e alzarmi alta nel cielo per vedere la mia vita da lontano. vedere il cammino percorso e cercare di capire quale via seguire, per non continuare a sbagliare. da lassù, da lontano, le cose le vedrei meglio. vedrei tutte le strade e in anticipo saprei quali sono vicoli ciechi o quali ho già percorso. volerei alta, con le ali spalancate nel vento e mi adagerei sulle correnti ascensionali, ogni tanto, per riposarmi.


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lunedì, maggio 17, 2004

Forse questa volta la nostra storia è finita davvero anche per me. Ma non piango più. Non ci riesco. Fuori c’è il sole e finalmente è arrivato anche il caldo. Il vento d’oltralpe ha allontanato le nuvole dal cielo e dalla mia mente. Non riesco a essere triste, oggi sento che la vita mi piace anche senza di te. Stiro sul balcone e ascolto Whitney Houston; i rumori e gli odori sono quelli dell’estate che si annuncia. Forse prima o poi le lacrime torneranno, forse insieme alla pioggia. Ma oggi no.

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sabato, maggio 15, 2004

Nel silenzio degli occhi

In che lingua si dice, in che nazione,
in quale umanità s'è mai imparato
il verbo che può dar ordine al caos
che in questo turbinio s'è formato?
Che sussurro di vento, che dorato
canto d'uccello su in alto posato
può dire, a voce, quello che, tacendo,
nel silenzio degli occhi confessiamo?
J. Saramago









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giovedì, maggio 13, 2004


Sei seduto davanti a me. I nostri occhi si rincorrono, sorridono, si nascondono.
Ho le gambe accavallate, il mio piede dondola distrattamente.
Ad un tratto si ferma e lentamente si appoggia sul tuo
Poi inizia a percorrere il tuo polpaccio
Sento la tela ruvida dei jeans
Sale, si ferma al ginocchio,
Disegna qualche cerchio
E si posa sulla tua coscia
Avanza ancora fino all’inguine
Indugia per un istante, malizioso
Sale di nuovo verso la cintura, e con delicatezza
Si insinua sotto la maglia, si arresta
Sopraffatto dal piacere del contatto con la tua pelle
Assapora un attimo e poi prosegue, di poco
Si ferma sul tuo cuore e la tua mano lo afferra
Attraverso il tessuto, ancora più intenso è il piacere.



















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lunedì, maggio 10, 2004

È, vero, viene voglia di soffiare, come da bambini, e guardare tutti quei piccoli ombrellini volare via, ognuno in una direzione diversa. ancora oggi non riesco a resistere a questa tentazione. questa foto mi piace perché mi stupisce vedere quanta luce una cosa così piccola possa catturare e di come queste piccole meraviglie della natura riescano ad emozionarmi, sempre di nuovo, e con la loro semplicità riescano a far emergere i ricordi, i momenti di felicità e d'intensità della mia infanzia. non è da molto che ho scoperto nel contatto con la natura il mio modo di vivere la spiritualità. una spiritualità in grado di ricaricarmi e di farmi vivere momenti di pace profonda.

posted by cioccolatamara 22:22 | commenti (1)

sabato, maggio 08, 2004


Questa foto mi piace moltissimo e l'ho "rubata" da un blog stupendo:
fabphoto.splinder.it.
vi consiglio una visitina, fa bene all'anima!



 

 














 

 



















posted by cioccolatamara 13:43 | commenti (6)

giovedì, maggio 06, 2004




sono giorni o forse settimane che piove. e come se la pioggia non bastasse, fa anche freddo. le montagne quà intorno sono di nuovo incapucciate di bianco. oggi un amico mi ha detto che è bello quando piove, perché tutto è bagnato e i torrenti si gonfiano e dappetutto senti fare tic toc... eppure quando un attimo fa, le nuvole si sono separate appena un po' per lasciar filtrare qualche raggio di sole per niente pallido, data la stagione, il mondo sembrava un altro. come una lucertola mi spostavo da una parte all'altra della strada, fuggendo le ombre dei palazzi per cercare d'immagazzinare ogni briciola di calore. sarà anche retorico e banale, ma la vita con il sole è un'altra cosa.




posted by cioccolatamara 18:10 | commenti (4)

martedì, maggio 04, 2004

le notizie che ci giungono in questi giorni dall'Iraq sono ancora più dolorose del solito. Atrocità commesse da esseri umani su altri esseri umani - sembra impossibile! L'indignazione è grande e generale e la condivido, ma non posso comunque fare a meno di pensare a quante donne subiscono quotidianamente queste atrocità, senza nemmeno essere in guerra. Spero di non essere fraintesa, non c'è una classifica della sofferenza, ma una riflessione anche in tal senso, gli uomini (maschi) varebbe forse la pena la facessero comunque.



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lunedì, maggio 03, 2004

Voglio il sole, il caldo e la primavera! E tutto il resto mi sembrerà più sopportabile.



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domenica, maggio 02, 2004

oggi ho camminato su una collina cosparsa di eleganti betulle che sembravano danzare, mosse dal vibrare delle loro tremolanti foglie. scendendo ho poi attraversato un bosco di faggi i cui rami ordinati toccavano quasi terra. il grigio piombo dei tronchi e il verde lucido e brillante delle foglie setose creavano un seducente contrasto. nel contatto con la natura riesco a ritrovare la realtà. nel bosco gli aquiloni non volano.

posted by cioccolatamara 20:58 | commenti (3)